Per stavolta niente Sydney…
Alla fine non ho passato la selezione finale per accedere alla You Tube Symphony Orchestra. Per la mia categoria, improvvisazione ritmica, hanno meritatamente vinto un violinista americano di probabili origini mediorientali e il chitarrista brasiliano di possibili origini greche di cui forse vi ho già accennato…
Non nascondo un velo di delusione, insomma, per qualche minuto ci avevo quasi creduto… però alla fine sono ugualmente soddisfatto. Il livello era certamente alto. Sicuramente ci riproverò.
Tra l’altro mi pare che la rappresentanza italiana in YTSO quest’anno sia abbastanza ampia, con 4 musicisti (forse solo gli Stati Uniti ne hanno di più, per ovvi motivi), segno forse che il nostro paese non è in decadenza creativa come qualcuno crede o come qualcuno vorrebbe. Ho spesso sostenuto che non è vero che in Italia ci siano pochi bravi musicisti, ma è vero che la maggior parte di loro sono costretti a smettere perchè qui mancano degli sbocchi lavorativi musicali seri, manca la tutela degli artisti e anche un rispetto culturale del loro ruolo. Da una parte i musicisti stessi dovrebbero prendere consapevolezza di quello che fanno, sapere ad esempio che suonare gratis danneggia la propria posizione e quella di tutta la categoria, d’altra parte bisognerebbe riformare sistemi obsoleti e penalizzanti come la Siae e l’Enplas, magari prendendo spunto da più avanzate regolamentazioni europee.
Lascio sbollire la mia influenza stagionale con queste banali considerazioni.
La mia vita in 130 date
Cosa ho combinato nella mia vita musicale? Di importante sicuramente poco. In ogni caso ho cercato di ricostruirla in un elenco di date, il più preciso possibile. Da qualche anno stavo già annotando più o meno diligentemente gli eventi che mi vedevano in prima linea, tralasciando però cose che ritenevo meno degne. E chissà perchè, maledizione.
Con l’aiuto di vecchie agende sono riuscito ad aggiungere dati in maniera abbastanza precisa fino circa al 2004, scoprendo così che negli ultimi 6 anni ho fatto almeno 125 concerti ed esibizioni. A conti fatti non sono poi molti. Mancano all’appello, in quest’arco di tempo, sicuramente alcune date di liscio, e poi tutta la “carriera” da ballo degli esordi, dal 2000 al 2003 (e forse anche prima). Ricordo che quando facevo le prime serate con Giovanni andavo ancora al liceo, e per un anno abbiamo avuto ingaggio fisso al circolo anziani Bonadies di Rivoli, un sabato sì e uno no.
Ma insomma. Ho pubblicato i risultati dell’importante ricerca su un’apposita pagina del blog.
Intanto mi sono iscritto ad Italiawave Band, importante concorso nazionale. Ho mandato come brani da far esaminare due perle della mia produzione artistica: l’evergreen Canzone (quasi) facile (cui potete visionare il videoclip), e la più o meno apprezzata quasi novità Beguine, dedicatissima ad un genere lisciarolo a me caro. la versione in questione è stata registrata in presa direttissima durante una prova, io pianoforte e voce, Marco Segreto contrabbasso.
Intanto attendo i risultati della YouTube Symphony Orchestra con trepidazione…e buona Epifania!
Baccalà
I giorni di festa hanno significati rituali antichi e rinnovati cui ci sfugge il senso originario, e il loro mistero potente che accompagna da sempre la vicenda umana ci impone a volte di guardarci dentro e poi più in là del contingente. Così il Carnevale sovversivo, così la rinascita primaverile della Pasqua, così le sagre e i balli di fine estate, così il profondo sonno invernale sul crinale dell’anno.
Questo mio Natale mi pone domande, più che scelte (limitate per la mia generazione), spalanca una finestra gelida verso l’ignoto e poi la richiude subito. Non sono soddisfatto pienamente di quello che ho fatto, sento che devo dare ancora molto alle persone che mi stanno vicino e alle cose che faccio. La musica non è una strada, così mi dicono i saggi e i profeti della normalità. Volevo essere diverso, ma diverso da cosa? Posso continuare a suonare lo stesso, magari fare anche cose belline. Ma alla fine non ho combinato niente di importante, ormai vicino ai 30.
Dalla finestra, per un secondo, ho visto un futuro tranquillo, un lavoro da persona per bene, una serata tra amici, una chitarra (la fisa è in soffitta da tempo), e “ti ricordi quando suonavamo nei locali? era bello, ci pagavano una miseria, una volta sono stato sul palco con Nada, e poi ho conosciuto quel cantautore quando non era ancora famoso, eravamo giovani, poi il disco non l’ho mai fatto, non avevo i soldi, ora sì, ma non ho tempo, oh si è fatto tardi…”
Vi auguro un Natale sereno, il calore degli affetti, un anno imprevedibile, tutto quello che per me si può racchiudere in pochi accordi dissonanti e nei 3 chili di baccalà alla messinese che mi aspettano tradizionalmente per cena.
Mi ascolto solo io…
Venerdì sera ho fatto un piccolo concerto in un locale a San Salvario. E’ andata abbastanza bene, pur essendo una “prima”: abbiamo suonato canzoni mie in una forma nuova: io al pianoforte e Marco Segreto al contrabbasso. Ma qualcosa non è andato come speravo. Ho avuto la sensazione, già provata altre volte, di non essere ascoltato, di essere puro sottofondo, clima sonoro. Quando in gioco ci sono le canzoni che hai scritto tu, proposte dalla tua voce, la sensazione diventa una specie di angoscia, di aver sbagliato tutto: i testi sono poco comprensibili? Le musiche non coinvolgono? La mia presenza scenica non fa presa? Tutte queste cose insieme? Se poi fa irruzione un bravo jazzista, va al piano, dedica alla madre malata un pezzo bellissimo e tutti di colpo si zittiscono rapiti… ti chiedi se magari non sei addirittura inopportuno, non all’altezza.
Riascolto la registrazione del concerto e sento una musica lontana, ovattata dietro un muro di voci, risate e applausi di circostanza che arrivano alcuni secondi dopo la fine del pezzo, il tempo di rendersi conto del silenzio, come quando il treno si ferma e tu ti svegli.
Non sono riuscito a creare l’atmosfera. Cosa darei per un pò di sano magnetismo.
Ringrazio comunque tutti i presenti, per la fedeltà, per la curiosità, per aver ascoltato anche solo poche parole. Erano lì per voi.
Non riesco a scrivere canzoni, mi manca la vena melodica
Non sono abbastanza cattivo da sparare sentenze hip hop
E non ho grinta da esibire sui palchi rock
Sono talmente indipendente che mi ascolto solo io
(Darklady, Dario De Seppo – che peraltro era in scaletta e mi sono dimenticato di eseguirla…)
Audizione YTSO II: I’m a Potential Finalist!
Si avvicina il Natale, ed ecco qualche regalo in anticipo… Intanto venerdì prossimo torno a fare un concerto interamente dedicato alle mie canzoni, cosa che non si verificava da anni. E poi qualche giorno fa mi è giunta la notizia dalla YouTube Symphony Orchestra:
Dear dariodeseppo, As the Official Organization administering the YouTube Symphony Orchestra II it is our pleasure to inform you that your video has been selected as a Potential Finalist or Potential Alternate!
Insomma, la mia improvvisazione ha passato le prime selezioni, rendendomi di fatto un potenziale finalista…
Ora la penultima fase prima del definitivo giudizio di Mason Bates (compositore del brano su cui ho suonato il mio assolo) consiste nella classica votazione popolare. Non so quanta reale influenza abbia per la scelta dei vincitori, ma per non saper nè leggere nè scrivere (nè suonare), invito tutti a votarmi…
Da oggi fino al 17 dicembre, sul canale della YTSO troverete tutti i video dei semifinalisti… cercate il mio e mettete un bel “vota questo video” (naturalmente se vi piace – ma anche se non vi piace, tanto che vi costa?). Può votare chiunque con il limite di una volta al giorno, anche senza avere un account youtube.
Naturalmente per me è già un ottimo risultato essere arrivato a questo punto: siamo rimasti 17 improvvisatori ritmici e 18 lirici. Tra questi saranno proclamati 4 vincitori: due suoneranno a Sydney con l’Orchestra e due in streaming da casa (!?). Ma insomma, comunque vada è stato un successo!
Tra l’altro fra i concorrenti ci sono alcuni personaggi veramente incredibili… ma dopo aver battuto il tamarro prog dance e l’organista anni 80, rimangono ancora in gara il rocckettaro greco pesante e l’uomo bottiglia…
In ogni caso, datevi da fare per spedirmi a Sydney!
Audizione per la YouTube Symphony Orchestra
La YouTube Symphony Orchestra sta raccogliendo i talenti da inserire nel suo organico per il 2011. La selezione avviene naturalmente tramite audizioni video, rigorosamente caricate su YouTube dai candidati. Chiunque può partecipare al bando. Naturalmente, trattandosi di un’orchestra sinfonica, l’organico base è quello degli strumenti classici, ma c’è una possibilità anche per i musicisti “non convenzionali”: Mason Bates, l’autore del brano Mothership, scritto apposta per l’Orchestra, ha ritagliato nel pezzo due spazi di improvvisazione all’interno dei quali due strumentisti di qualsiasi genere posso cimentarsi nell’esecuzione di un proprio assolo originale. Una parte è più ritmica, dagli accenti blues, l’altra è più meditata, lirica. Sulle basi preregistrate dall’orchestra, e naturalmente reperibili su Youtube con le partiture di sostegno per l’armonia, l’aspirante solista può inventare una propria parte strumentale (o vocale), riprendersi mentre la suona, caricare il video sul proprio canale e inviarlo seguendo le istruzioni.
Io ho dato il mio piccolo contributo per l’improvvisazione ritmica. Non nascondo di aver avuto qualche difficoltà: seguire un’orchestra classica non è semplice per chi come me non ci ha mai suonato (in differita poi…). Le armonie del pezzo sono tra l’altro abbastanza complesse, e comunque non scontate. E’ uscita fuori sta roba qua…
Ho preparato abbastanza accuratamente l’incipit e l’ultima parte (pensati come valzer e poi compressi nel sei ottavi incalzante), il resto segue un canovaccio su scale che avevo predefinito.
Scadenza del concorso, 28 novembre 2010. I vincitori suoneranno a Sidney in aprile 2011, con la YouTube Symphony Orchestra… sinceramente non credo che col mio solo potrei scendere più a sud di Pinerolo
Minibilancio musicale
Sono molto soddisfatto del concerto con i Perturbazione (la Buona Novella 40 anni dopo). Ne parlavamo ieri, è stato bello. La concentrazione altissima ha scansato la possibile emersione di errori, che potevano venir fuori, considerato il poco tempo in cui lo spettacolo intero era stato montato. D’altra parte non è stato difficile concentrarsi: in tanti anni che suono in giro (dieci? dodici…?), forse per la prima volta, esclusa una puntatina all’estero, mi sono sentito davvero un “professionista” – tecnici a disposizione, fonici bravissimi, luci… albergo! -, nel senso che non dovevo pensare a tutto io, ma esclusivamente suonare.
Comunque la serata è stata davvero emozionante, per noi che eravamo sul palco, ma credo anche per il pubblico. E alla fine è questo l’importante.
Intanto, tra un primo lavoretto da “fisarmoturnista” per il disco di Carlo Zanetta e un pò di date da smaltire con i cari Tavernacustica, riordino le idee. Vorrei tornare a pensare a quel famoso album di canzoni che sogno da anni. Una vaga sensazione di congiuntura favorevole mi infonde l’insana idea… che sia giunto il momento?
Perturbato da una Buona Novella
Che figo, ragazzi.
A causa di varie peripezie e fortunate coincidenze che hanno variamente a che fare con la mia (presunta?) abilità nel suonare la fisarmonica (e non solo), mi trovo in procinto di fare un concerto con i miei illustri concittadini Perturbazione, che tutti conoscete. Si tratta della rivisitazione integrale dell’album La Buona Novella di Fabrizio De Andrè nel quarantennale dalla sua uscita, e sarà un evento unico, il 23 ottobre al Teatro civico di Varallo Sesia, con ospiti di un certo livello: Nada e Alessandro Raina (Amor fou). Oltre al sottoscritto, naturalmente
Il motivo per cui Gigi mi abbia assunto come “consulente” esterno credo sia la mia esperienza in campo deandreiano, e la mia confidenza con gli strumenti acustici necessari al genere.
La portata biblica (è il caso di dirlo) di questo proposito consiste nell’inversa proporzionalità fra l’enorme difficoltà di misurarsi con un capolavoro di musica e poesia e l’estrema ristrettezza dei tempi.
Tutta la ricchezza di un disco che della complessità dei suoi arrangiamenti ha fatto una cifra stilistica, compressa in una settimana di prove. Praticamente più di un pezzo al giorno. Non come X factor, che ogni cantante ha un pezzo alla settimana e 24 ore al giorno per prepararlo…
Superflua ogni riflessione sulle tematiche del disco tratte dai Vangeli apocrifi, esplorate con raffinatezza e riscritte in una vicenda che non è per nulla divina ma molto umana, dove le lacrime sono disperazione, la morte è dolore e lo spirito è legato alla carne.
Gli arrangiamenti che I Perturbazione, con il mio piccolo aiuto, stanno mettendo a punto sono secondo me molto convincenti. Alcune cose del disco risultano oggi un po’ datate, con punte di inascoltabiltà pressoché totale all’orecchio moderno (vedi Laudate hominem), ma gli arrangiamenti originali sono ancora molto belli: ad esempio le musiche di Tre madri, Il ritorno di Giuseppe, il sogno di Maria pulsano ancora di grandissima intensità emotiva. Con una veste nuova (direi indiepop se sapessi con certezza cosa significa) costruita su un felice dialogo tra strumenti acustici ed elettrici e sull’adattamento delle tonalità alla voce di Tommaso, Nada e Raina, ritornano pienamente attuali gli arrangiamenti del 1970.
Non entro nel merito della mia personale soddisfazione di suonare con un gruppo “che ce l’ha fatta”, per altro formato da ottime persone, oltre che bravi musicisti. Mi limito ad invitarvi all’ascolto del loro ultimo album, Del nostro tempo rubato, che sto gustando traccia per traccia. E mi sta piacendo un sacco.
Nuovi cantautori torinesi
E dopo la scuola genovese, quella milanese e quella romana, i cantautori approdano anche a Torino.
Nasce in questi mesi un collettivo, Minoranza d’Autore, fondato sul concetto “siamo tutti sulla stessa barca”, e per evitare che affondi ci si da una mano a vicenda. Una bella idea a cui anche il sottoscritto ha aderito entusiasta. La presentazione ufficiale avverrà il 27 novembre 2010 al Lapsus, e se tutto va bene anche io farò la mia piccola parte.
Intanto vorrei parlarvi di uno dei fondatori, Ila Rosso, già vincitore di Piemonte Italia Wave. Ho avuto modo di conoscerlo e ascoltarlo dal vivo più di una volta, ma il concerto di venerdì scorso alle Officine Bohemien mi ha confermato quello che già pensavo, e cioè che ci troviamo di fronte ad un gran personaggio. Ironico, frizzante, sboccato senza essere volgare, gradevole, caustico, riciclatore di linguaggi giovanili o pseugiovanili che raramente riscontriamo nel linguaggio medio delle canzoni di solito costituito da un italiano artefatto.
Ila Rosso voce ufficiosa di noi altri giovani torinesi spaesati, pinzati in quello stretto confine tra la disco truzza e il centro sociale pankettuso. Insomma uno di quei cantautori che ne hanno per tutti, di quelli che con apparente leggerezza ci danno tanto da pensare.
Di questo abbiamo bisogno, e auguro a Ilario tanta fortuna musicale (e non) perché se la merita proprio.
Tornato
Blog nuovo di zecca, template vagamente lounge, piattaforma giusta… Ebbene sì, sono tornato. E con stile.
Stanotte non voglio parlare di nulla. E’ passato più di un anno dall’ultimo post, ho fatto in tempo a correre appresso a bande, bandelle e ballerini sui balli a palchetto della val di Susa. Ho fatto in tempo pure a laurearmi. Con bandella al seguito.
Mi sono appena scaldato al tepore dell’ennesima estate-fiammifero, che si risolve giustamente in un ottobre sonnolento. Ieri ero un pianoforte-rumba in un locale di San Salvario, domani sarò vino e fisarmonica alla piola di Borgata Vittoria, non so se un giorno abiterò davvero una canzone, ma magari lo troverò un posto che sia mio.
Stanotte però non voglio parlare di niente. Magari con stile.
Ben ritrovati i vecchi amici, benvenuti i nuovi.
