Be-Folk revolution (non ci arrendiamo)

Ebbene, sottoscrivo le dichiarazioni di Marco Segreto sul destino dei Be-Folk (v. commento n 4 al compleanno di CioccoLatina), quindi concordo sul mantenere il nome, sebbene già altri gruppi musicali verosimilmente migliori del nostro lo abbiano adottato rendendo in tal maniera noi più ardua la distinzione tra i suddetti gruppi, fra cui questo forse meno preparato tecnicamente ma non per questo meno appassionato. Anzi forse più appassionato.

Al fine di creare meno equivoci possibili avanzo la proposta di mantenere anche il trattino “-“ tra Be e Folk, avendo notato che gli altri gruppi non ce l’hanno, e sarà appunto questo trattino a distinguerci.

Il trattino.

Il trattino (cito dal Dizionario Garzanti della lingua italiana, 1965) è una lineetta orizzontale che nella scrittura serve a unire due parole o due elementi di una parola composta.

Ebbene, non è questo lo spirito dei Be-Folk? Il trattino unirà i vari elementi del gruppo, effettivamente composito, in qualcosa di nuovo, che assumerà un significato altro, che non sarà la somma dei significati ma molto di più.

Io, Dario De Seppo, provengo dal mondo del liscio, folk italiano più grezzamente popolare, con esperienze poco produttive da cantautore triste, Marco Segreto arriva dal progressive rock e dal funk-jazz dal lato del basso elettico e dalla musica classica dal lato del contrabbasso; Alessandro viene dal rock italiano, Gioino dal flauto classico, Lorenza dal folk irlandese. A questi aggiungerei la possibile collaborazione con Stikkio, che ringiovanirebbe l’organico portando una calda ventata di latinità.

Ricordo anche io con estremo piacere i primi romantici passi dei Be-folk, quando eravamo molto Be e poco folk, e mi piacerebbe essere quello di quei tempi là, sarà per avere otto mesi in meno, o avere tutto per possibilità…

I Be-Folk hanno bisogno di un motivo per continuare, è questo il vero problema.

Io stesso in questo periodo non ne ho uno vero, ogni passo che muovo al futuro è un perché senza risposta alcuna, ogni perché che mi giunge al cuore è la risposta a una domanda prima, se volto le spalle a ricordare il passato non vedo altro che risate finite, se aguzzo la vista verso la strada che ho davanti non vedo altro che nebbia sul tramonto vicino, se alzo la testa a interrogare il cielo non mi risponde dio ma soltanto la pioggia, l’unica cosa che sento vera è il rumore dei cocci di tempo fracassati sotto piedi senza speranza. Le ultime illusioni si sono gelate in una notte di ghiaccio.

Mi scuso per la digressione autobiografica…dicevo, i Be-Folk hanno bisogno di una ragione di vita. Io sarei per porci l’obiettivo di un concerto, non imminente, certo, ma che ci infonda almeno la volontà di continuare seriamente. Provare senza un concerto da preparare è come allenarsi senza un campionato. Cosa che ho fatto per dieci anni. E che decreta il mio personale fallimento pallavolistico.

Quindi, definiamo un repertorio. Ai brani che già abbiamo (avevamo) e che d’ora in poi il venerdì proveremo per bene, aggiungiamo qualcos’altro, un pezzo alla volta.

Qui sotto riporto i brani del concerto alla MM, i pezzi nuovi già scelti più alcune proposte (rendo pubblico il tutto perché mi piacerebbe che, appunto, il pubblico possa esprimere dei pareri, visto che suonare significa farsi ascoltare):

 

         Un giorno di pioggia BE-folk taranta The Rakes of Kildare (MCR De Seppo Tradizionale)

         Cena a casa mia (De Seppo)

         Olio (De Seppo)

         Il pescatore (De Andrè)

         Andrea (De Andrè

         Primo tentativo di sonorizzazione di film non ancora girato (Segreto)

         Dal parco sotto casa tua (De Seppo)

         Bossa Nova (De Seppo)

         CioccoLatina (De Seppo) anche se non più con le faccine che tanto divertono Gioino

 

         Incontro (Guccini)

         Eppure soffia (Bertoli) – non mi convince…non so cantare, né suonare la chitarra

         El pueblo entiende la poesia (Mercanti di liquore)

         Fiume Sand Creek (De Andrè)

         Una di De Gregori, per forza (scegliere fra: la donna cannone;la leva calcistica; il bandito e il campione; l’abbigliamento di un fuochista; Rimmel…)

         Altre mie, più o meno nuove, da scegliere (600 parole; canzone quasi facile; tovagliolo; Te…)

         Pezzo strumentale nuovo di Marco, difficilissimo ma fico (titolo da definire)

         Volta la carta….(mi piacerebbe…)

 

Siamo tra le 15 e le 20 canzoni. Andrebbe più che bene. Se poi facciamo “Te” un quarto del concerto se ne và così (ma anche un quarto del pubblico, se non preparato, rischia di non sopravvivere).

Chiedo partecipazione, cari membri sonantes dei Be-Folk e cari membri onorari che presenziano spesso così spesso alla prove o ai dibattiti. Se manteniamo viva la voglia di fare “quest’inverno passerà, o lo faremo passare…”, e con esso il freddo e tutti i disagi da esso provocati.

 

Se poi si decide di cambiare nome…io proporrei FolKeller, o Bubulci canentes…o magari tagliare la testa al toro e diventare Bier-Fol-Keller (BFK)…d’altronde è lì che abbiamo iniziato. Scherzavo.

 

Ringrazio ancora tutti quelli che hanno commentato CioccoLatina: Baffo, Gioino, Johnny, Marco, Miriam (alla quale vorrei chiedere di pubblicare almeno in parte il suo intervento, visto che è stata l’unica a porre critiche negative sulla canzone definendola “rasente il ridicolo”) durante questa settimana a lei dedicata.

A proposito sabato 28 ricorreva l’anniversario della prima volta che la mia macchina si è trasformata in un grande teatro. Ma questa è un’altra storia.

 

L’assessore alla cultura mi ha detto che quest’estate mi fa suonare…Lunga vita ai Be-Folk!

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3 thoughts on “Be-Folk revolution (non ci arrendiamo)

  1. Miriam ha detto:

    così sono un po’ meno anonima (contenti?) e decido di arrogarmi il privilegio di commentare per prima questa lunghissima scaletta, premettendo che tendo alla critica anche se non mi pertiene..scusate oh musici
     
    una volta in cui forse riuscite a provare tutto cronometratevi, il tempo è importante…
    ok l’alternanza ballo/sonodepresso ma alla lunga crea confusione..
    attenzione a cosa fate per aprire e per chiudere: è quello che rimane impresso a parte gli sprazzi nel mezzo…
     
    (proposta: è una cacchiata dare un filo conduttore alla serata? darle un senso, musicalmente parlando)
    (il mio commento pubblicalo tu, se vuoi, come admin forse dovresti riuscirci…io non l’ho mica salvato…e ho già cambiato idea -ehm-)
     
    in bocca al lupo
     

  2. Dario ha detto:

    Ok…non ho capito chi sei, potresti essere Miriam…ma non sei meno anonima…l’altra volta hai messo il nome ma non il commento, ora il commento ma non il nome…
    Comunque, indipendetemente…grazie per i suggerimenti, ne tengo conto…quella però non era una scaletta, o meglio lo era fino al neretto, poi ho messo a caso i pezzi che vorrei fare…la scaletta, ovvero l’ordine dei pezzi al concerto, sarà poi l’ultima cosa. Importante, è vero. Buona l’idea del filo conduttore…mi piacerebbe, ma è piuttosto difficile far quadrare tutto…ho già in mente qualcosa di simile per un mio eventuale prossimo album…
    Grazie.
    Quale commento vuoi che ti pubblichi io?? Non capisco? Quello su Cioccolatina??? Aiuto!! Rivelati!!!

  3. Miriam ha detto:

    (si scusa ero io)
     
    ^__^

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