Addio, Riccia del Giovedì (“Oggi” capitolo 2, vedi intervento del 6 aprile)

 

Il fatto è che due settimane fa, la Riccia del Giovedì non arrivava.

Il ragazzo davanti all’ufficio del Prof. Prono, al sesto piano di Palazzo nuovo, quello stretto stretto, il corridoio, non il palazzo, voleva, anzi doveva vederla.

Ma la Riccia non si vedeva.

E la coda dal professore era straordinariamente rada. Il ragazzo faceva passare gli altri, diceva che doveva rivedere gli appunti…scusa banale: tanto ormai il capitolo della tesi era stampato, avrebbe potuto rivederlo quante volte voleva, ma non avrebbe potuto cambiare niente.

“Devo rivedere gli appunti…passa pure”.

Seduto per terra, i fogli in mano, l’orologio in alto.

La riccia non si vede.

L’orologio in alto, i fogli confusi, l’orologio sul polso, la Riccia non arriva, l’orologio, spunta una figura, non è lei, l’orologio in alto, già le due e venti, i fogli, leggi, ragazzo, chè ti distrai, un’altra figura da dietro l’angolo, non è lei, l’orologio, già le due e ventuno, entra l’ultimo in coda, tu seduto per terra, l’orologio, i fogli, speriamo ci metta tanto questo qui, l’orologio in alto, i fogli, maledizione, l’orologio, i fogli…

Eccola.

Straordinariamente bella, gli occhiali eleganti, i capelli ordinati nella loro anarchia naturale.

Ciao, disse lui. Ciao, lei.

Esce l’ultimo, tocca a te, ragazzo.

La tesi và bene, il professore lo lascia uscire subito, ed entra lei.

“Ti aspetto”.

Anche lei, subito fuori.

Lei fa per salutarlo.

Lui la incalza.

“Hai fretta? Ti và un caffè?”.

La Riccia accetta volentieri, chè ancora quel giorno caffè non ne aveva presi.

Il bar è deserto, solo loro due.

Parlano, tranquilli, sono entrambi timidi, ma le domande si fanno avanti. E così, tra i vari “cosa fai”, e “dove abiti” passano tre quarti d’ora.

Il ragazzo sta bene.

La ragazza non lo so…io narro dal punto di vista del ragazzo…cazzo volete…

 

 

Ho riletto. I tempi dei verbi sono a puttane. Vabbè, non è mica un tema…

 

Giovedì scorso,invece,  il ragazzo sapeva che non l’avrebbe vista. Lei avrebbe dovuto studiare per un esame, e quindi avrebbe accantonato la tesi per un po’. Ma magari…non è venuta…ed è inutile che la cerchi per tutte le aule studio dell’università fingendo di avere cose da studiare…non c’è.

 

Ieri.

Ieri il ragazzo era sicuro di sé.

Insomma, il sito degli appelli era chiaro. Esame di Storia della critica d’arte alle 9.30 in aula 14, primo piano di Palazzo Nuovo.

Bene. Alle 10 il ragazzo è lì.

Passare davanti all’aula con il cuore che smarmitta come un Apecar, ma senza dare nell’occhio…c’è. E’ lì dentro che studia. A pochi passi da te.

Via…oddio, cosa faccio…

Ripasso.

Niente, studia.

Ripasso. Alza lo sguardo. Ciao. Riabbassa lo sguardo. Studia.

Povero ragazzo. E adesso che fa?

Via. Scappa. Tornerà più tardi.

 

Più tardi.

Passo. Niente. Passo. Niente. Ripasso. Ripassa (nel senso che studia). Ripasso (nel senso che passa di nuovo). Ripassa.

Entra, ragazzo, è il tuo momento. Come la pubblicità…quella che il tipo segue la tipa giù dal pullman…sì, tu entra.

Il ragazzo entra. Ciao. Lei intenta ad ascoltare gli altri esaminati, non se accorge nemmeno…”ah, ciao…che ci fai qui?”

“Beh…passavo…ehm, passavo di qua…e ti ho vista…così…boh…come …và?”

“Male, non so niente”…Andava male…dai ragazzo, si vede che non è contenta di vederti…lasciala stare.

“Magari mi siedo”.

“Scusa, ma…non so niente…andrà male…”

La ragazza è tesa.

Il ragazzo è imbarazzato…che si fa?

Lei: “scusa, da qui non sento niente, mi avvicino…ciao.”

Lui: “ok…ciao…ci vv..vediamo…ma fate una pausa pranzo?”

 

Niente pausa.

 

Il ragazzo pranza con l’amico recuperato in biblioteca…magari passo dopo…ed era troppo tardi.

 

Probabilmente non si vedranno mai più: il professore aveva cambiato gli orari di ricevimento, e lei, che ieri pomeriggio, causa esame,  non è passata dall’ufficio del sesto piano di Palazzo Nuovo, corridoio stretto, niente triciclo…lei non lo saprà, degli orari cambiati. E il professore tra tre settimane vola all’estero, e il ragazzo finirà di consegnare pezzi di tesi sul ruolo della musica per la costruzione di un cinema popolare italiano degli anni ’50.

Probabilmente non si incontreranno mai più.

 

A lui: sarà stato forse utile a dimenticare, ad esercitarsi, a distrarsi, a scrivere qualcosa tipo una specie di canzone, ad aver voglia di ritentare.

A lei:…

 

Addio, Riccia del Giovedì…

 

neanche il tempo mi hai dato

di starci male almeno un po’…

 

(e comunque ti devo un caffè)

 

…..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz……..(il bordone)

Annunci

8 thoughts on “Addio, Riccia del Giovedì (“Oggi” capitolo 2, vedi intervento del 6 aprile)

  1. Unknown ha detto:

    L’unica soluzione è andare a Palazzo Nuovo tutti… TUTTI i giorni possibili finchè non la ritrovi… che ti fai perdere una ragazza cosi???

  2. Dario ha detto:

    avrei dovuto dire: "Ti stavo cercando perchè ti devo un caffè. In bocca la lupo, quando finisci fatti sentire, questo è il mio numero". Quindi estrarre dal taschino un biglietto da visita precedentemente preparato all’uopo.
    La sicurezza…questo, mi manca.

  3. Dario ha detto:

    …Ero tesa per l’esame, scusa, non volevo risultare antipatica…avrei voluto almeno salutarti meglio, visto che non ci vedremo mai più.
    Ciao…ehm…com’è già che ti chiami?
    …ah vorrei sentire la canzone che dici di aver scritto su di me, sai, fa sempre piacere.

  4. Dario ha detto:

    Ma Riccia…dove sei? Voglio vederti…ti devo un caffè..

  5. Una voce ha detto:

    Qui la faccenda si sta facendo interessante…
     
    E se la Riccia si stirasse i capelli????
     
    : )

  6. Dario ha detto:

    Intanto…i tuoi luridi 80 centesimi te li puoi pure tenere…per chi mia hai preso? non si trattano così le donne…

  7. Dario ha detto:

    ..e poi i capelli non me li stirerò mai! Ne andrebbe del mio pseudonimo di ragazza sconosciuta non rintracciabile, e verrebbe meno la mia caratteristica principale da personaggio semi-inventato da chissà quale fantasia poco fervida.

  8. Dario ha detto:

    …..zzzzzzzzzzzzzZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz———…………………,,,,,,,,,,zzzzzzzzz…………..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...