La Riccia (terzo parto), i TirNaNOg e le pulizie di primavera

Il fatto è che era mercoledì.

Ieri era mercoledì.

Oggi è giovedì.

Quindi ieri…sì…ieri era proprio mercoledì.

E cosa ci faceva la Riccia del Giovedì, di mercoledì, davanti a Palazzo Nuovo?

Doveva studiare, mi ha detto.

Mi sembra un buon motivo.

Resta il fatto che vedere la Riccia del Giovedì di mercoledì è un po’ come vedere la Riccia con i capelli stirati, come per altro ha ipotizzato qualcuno tra gli insoliti commenti del precedente capitolo di questo assurdo racconto, che ancora non riesco bene a distinguere quanto ci sia di vero e quanto di inventato, se i personaggi esistano o se siano solo parti della mia fantasia (dove potete intendere la parola “parti” nel senso che preferite), esattamente come raccontava Paolo Rossi ieri in aula magna a Palazzo Nuovo: noi attori, diceva, a volte raccontiamo talmente tante storie che a un certo punto non distinguiamo più se certe cose le abbiamo vissute davvero noi oppure le abbiamo solo interpretate. Non sono un attore e racconto poche storie…ma la mia mente è portata a confondere realtà e finzione.

Ah! Ecco cosa ci facevo a Palazzo Nuovo, io, ieri, mercoledì…

Ero andato a sentire questa sorta di conferenzaintervista di Paolo Rossi.

Diciamo la verità, un po’ ci speravo di incontrare la Riccia. Dopotutto c’erano dalle 500 alle 600 persone…la probabilità era alta.

La cosa strana è che l’ho incontrata fuori, di mercoledì, e non era assolutamente al corrente di questo evento. Di Paolo Rossi, dico, non del fatto che fosse mercoledì è che io l’avessi incontrata…bah lasciamo stare…

Quindi posso asserire che si trattasse di pura “casualità”.

Era girata di schiena, pantaloni neri, maglia nera, esplosione scura di trucioli crespi.

Come sono solito fare da un po’ di tempo a questa parte, ogni volta che vedo una ragazza dai capelli ricci di schiena, mi fermo, prendo un respiro, controllo la tipologia di capelli (i riccioli possono essere di varie qualità), se corrisponde al genere desiderato, con circospezione rivedo la traiettoria della mia andatura (se è il caso, combinandola con la sua), per trovarmi nella posizione adeguata a riconoscerne il viso.

Non credevo funzionasse mai.

Ieri, mercoledì, ha funzionato.

Era lei.

Il gesto automatico della mia testa, che ha portato i miei occhi dal porfido di via Sant’Ottavio sulla sua schiena e poi sui suoi capelli (giuro, senza soffermarsi prima su altri particolari che di solito noto in prima instanza), ho ritenuto fosse stato guidato da qualche organo sensoriale alternativo.

Rivedo la traiettoria, ovvero inchiodo, faccio qualche passo indietro, le vedo il viso. È la Riccia del Giovedì! Ma oggi è mercoledì! E ora cosa faccio? Fermo. Sta parlando con una ragazza e con un ragazzo. Non vado a romperle le scatole come l’altra volta. Aspetta un attimo. Sta salutando il tipo. Viene verso di me. Non m’ha visto. Ovvio. Riparto. Incrocio la sua traiettoria…

Ciao.

Mi sorride. Beh, mi sorride sempre.

Come sei variopinto! …Variopinto…ah la maglia…un po’ anni ’70…Sono qui per Paolo Rossi…

Ah sì?…io devo studiare.

Ah…ma poi l’esame…com’è andato? (Sei idiota? Deficiente! Fermati!… mi ripetevo mentre le facevo quella stupida domanda…ti ha appena detto che sta andando a studiare…e quello doveva essere il suo ultimo esame…è chiaro che non l’ha passato!!!!!)

Lasciamo stare…di merda…

Ahia.

Ah…Prono ha cambiato gli orari…la prossima settimana riceve venerdì.

Uffa…

Evidentemente il fatto di dover materializzarsi di venerdì la infastidiva un po’…insomma, vorrei vedere!

Allora ci vediamo venerdì. Ok, ciao.

 

Mah. Non ci giurerei.

 

Se non ci fosse stata l’amica l’avrei invitata per un caffè. Il caffè che le devo…O forse non avrei avuto il coraggio. Ma tanto era già in compagnia e stava andando a studiare.

La prossima volta devo avere il suo numero, altrimenti…Addio, Riccia del Giovedì.

 

…E finirai nell’oblio di una canzone

che nessuno conoscerà

Farai la fine dei giocattoli il giorno dopo il compleanno

Viaggerai una delle infinite vie che mi sono precluse…

 

Ho praticamente finito la tesi, mi mancano l’introduzione e la conclusione e presto mi mancheranno quei giovedì giocati sul filo di un orologio, tra i muri stretti di un corridoio corrosivo, tra qualche desiderio di superficie e sei tonnellate di ricordi lasciati a macerare nella soffitta del mio cuore impolverato, che ho deciso di fare pulizie di primavera, e lasciare almeno un po’ di posto, non si sa mai, che qualcuno voglia venire a fargli visita.

Sono tre anni che lo uso come deposito, e ci entro solo io.

 

Quindi finisco la tesi e finisco i giovedì e inizio finalmente ad ingranare con quel gruppo, ex Be-folk, che provvisoriamente si chiama Tir Na Nog.

Dico provvisoriamente, perché quando sono andato in Comune per concordare il concerto che terremo domenica 14 maggio alle 16.00 circa in Piazza Martiri della Libertà (messaggio promozionale), la segretaria mi ha chiesto come ci chiamavamo…e io ho detto il primo nome che mi è passato per la testa. Tir Na Nog. Fra la generale perplessità, ho provato a spiegare che si scrive come si pronuncia, ma poi sono stato costretto a doverlo scrivere di mio pugno, perché non era assolutamente chiaro.

Il nome di un gruppo deve potersi ricordare facilmente.

Chi vai a sentire? I…mmm….i…tri…no …come cazzo…i cosi…tartagon…no aspè—uffa…tirta…ah…niente…boh…andiamo a prenderci una birra, và….forse è meglio.

E poi qualcuno mi ha detto che è brutto, qualcuno dice che se usiamo un nome in gaelico dovremmo suonare solo folk irlandese, qualcuno che potrebbe essere il nome di un gruppo gothic metal…

Domenica 14 saremo Tir Na Nog, la prossima volta, chissà…magari davvero, cambieremo nome ad ogni concerto, o magari anche all’interno di una stessa serata, facendoci anche da gruppo-spalla e da guest-stars…

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6 thoughts on “La Riccia (terzo parto), i TirNaNOg e le pulizie di primavera

  1. Unknown ha detto:

    Il NUMERO!!!!… Chiedile sto diamine di NUMERO!!!
    (non mi far essere blasfemo più del dovuto)

  2. Dario ha detto:

    Buahahahaha!!!! Il numero? …ah ah ah…mi hai pure portato sfiga all’esame, giovedì scorso!! Che rognoso…scordatelo!

  3. Una voce ha detto:

    Mmmhhh…
     
    Il cuore impolverato??? MA ‘STO BENEDETTO CUORE E’ BELLO LUSTRO E PULSANTE, altro che impolverato!! Glielo stai porgendo da settimane/mesi (anni?), E’ LEI CH’E’ DE’ COCCIO, come diciamo noi a Roma!!!
     
    Senti, sarò d’un’altro mondo, ma io avrei capito a quest’ora… Forse sono troppo "audace" e maliziosa io…
     
    Un bacio… e sì, Tir Na Nog in effetti ricorda troppo il jeeg and reel irlandese ed è un po’ difficile da pronunciare per noi italici… però, mi piaceva…
     
    P.s. – Terra e Libertà? Non so perché, m’è venuto in mente così ora…

  4. Il Signor G ha detto:

    ..terra e libertà non è male..un pò impegnato, ma non male..magari per il prox concerto potremmo utilizzarlo..

  5. . ha detto:

    Terra e libertà piace molto anche a me… molto Zapatista.

  6. Federico ha detto:

    Complimenti per come scrivi, oltre che per il concerto.

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