La scusa che verrà a mancare da martedì

Martedì è il 4 luglio.

Cosa succede il 4 luglio?

Dice, è Indipendence Day…bah…a me me ne fotte relativamente…mi sembrava ci fosse qualcos’altro…mmm…forse ho delle prove…no…qualche concerto da andare a vedere…no…ah già, se l’Italia passa con l’Ucraina (e sarebbe il caso), c’è la semifinale dei mondiali!…Eppure…ah sì…mi laureo…che palle…non ho ancora preparato una bozza di discorso sulla mia tesi Il ruolo della musica per la costruzione di un cinema popolare italiano negli anni ‘50…ma sì, devo parlare per 5 minuti, reciterò l’introduzione. Sarebbe carino se la cantassi. Mmmm…no…se ne facessi una canzone delle mie, probabilmente sforerei con il tempo…Bah, per la presentazione ci penserò.

Ora mi prende un piccolo sconforto, invece, nel pensare che finisce un altro periodo. Certamente non sono sconvolto come con la maturità: lì lo sbalzo è più scioccante, perché la scuola ti coinvolge al cento per cento. L’università finisce per gradi..prima ho finito gli esami, poi ho finito il tirocinio, ho fatto la tesi…e ora la discussione. È un anno che sto finendo…e infatti sono tranquillo.

Fatto sta che…finisce l’università, o comunque una sua prima parte. Poi l’ignoto.

Che strana sensazione. Già mi manca la vita sregolata e cazzara dello studente, senza fissi orari, flessibile, notti lunghe e giornate buttate in un pc o in una chitarra, sui ritardi dei treni, alle fermate del bus, recentemente sulla novità del metrò, o a Palazzo Nuovo, fra lezioni discontinue a orari indicibili, o nei corridoi stretti dei piani superiori, a cercare professori, libri, ragazze dai capelli ricci, videocassette, orari, tricicli rossi, ispirazioni, caffè, amici, cessi con le loro scritte geniali, tempo, tempo tempotempotempotempo…..zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz….

…E dove la vogliamo mettere la mitica, enorme, efficientissima, irreprensibile scusa per ogni cosa, quella che non ti abbandona mai, che hai sempre lì pronta quando ti si chiede di fare qualcosa che proprio non hai voglia…MI SPIACE, NON POSSO…SAI, DEVO STUDIARE…

Io, che ho tanto odiato questa frase per l’uso che le donne ne hanno fatto contro di me, mi trovo a capire solo ora quanto invece mi mancherà, perché anche io ne ho abusato, perché tante volte mi hanno salvato quelle due semplici paroline “Devo”, imprescindibile obbligo, e studiare, infinito verbale che ti riempie le guance con la rotondità delle quattro vocali, a cui si assomma la “o” finale del devo, andando così a compiere un giro di 360 gradi, colpendo il tuo interlocutore dritto al cuore (chi non è o non è stato studente, chi non ti sarà mai un minimo solidale?) con questo boomerang-cazzata che al momento in cui lo lanci ti rendi conto che ti torna indietro…perché l’hai detto, e poi spesso ti tocca farlo davvero.

E diciamoci la verità.

Non era neanche così male, questo studiare…

 

 

 

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6 thoughts on “La scusa che verrà a mancare da martedì

  1. Dario ha detto:

    Mamma mia quanti "in bocca al lupo" che mi sono arrivati…
    Me lo faccio da solo: In bocca al lupo, Dada.
    Messaggio promozionale:
    Vi ricordo che venerdì sera, 7 luglio, Io e i Poeti Sconfitti suoneremo alla festa dell’Unità di Rivoli, giardini La Marmora (adiacenti a piazza Aldo Moro). Partecipate numerosi!

  2. Una voce ha detto:

    IN BOCCA AL LUPO di tutto cuore anche da me, Dario!
     
    Sì, "non ho tempo, devo studiare" è una bella scusa, ma puoi continuare ad usarla ancora per un po’: io dopo la laurea lavoravo e contemporaneamente m’ero iscritta ad un corso, funziona!!
     
    Che t’aspetta dopo? Eh, dipende… dipende da quello che vuoi, dipende dal tuo bisogno di lavorare, dipende da chi sei…
     
    Per ora goditi questo momento, perché è uno dei "grandi momenti" della vita, come il primo giorno di scuola, la prima comunione, il primo bacio, la prima volta, il rilascio della patente, insomma quei momenti che segnano un passaggio, che ti rimangono dentro per sempre.
     
    Mi manca l’università, non tanto per l’università in sé, ma per come ero io quando la frequentavo: il tempo non torna più, come ci ha insegnato la Mannoia, ma non necessariamente quello che arriva dopo è peggio di quello che c’è prima, per fortuna.
     
    Mi manca l’università, ma non tornerei indietro ai miei 20 anni manco morta: ero sognatrice e piena di aspettative nei confronti della vita, sì, ma che faticaccia quando tutto è ancora da costruire!!
     
    Oggi godo di una piccola rendita di posizione e di maggiore serenità, nonostante tutte le responsabilità professionali e i problemi personali, indietro, no, non tornerei.
     
    Quindi forza e coraggio, Dario: IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!
     
    Un abbraccio forte forte: sono con te!

  3. Daniela ha detto:

    in bocca al lupo, ma a questo punto….CONGRATULAZIONI!

  4. Una voce ha detto:

    Beh?
    Ci molli così?
    Neanche un: "ok, ragazzi, è andata bene" ?
    : (

  5. Unknown ha detto:

    109… per dirla alla tua maniera un voto "incompleto"… ma che cacchio sto a dire? Goditelo… anzi: GODITELO sto momento! Te lo sei meritato!

  6. Dario ha detto:

    Ok ragazzi, è andata bene.
    Per dirla alla mia maniera, il voto è in linea col mio personaggio…originale che passa inosservato, successo al limite del ridicolo, soddisfazione estrema nel far ammettere al presidente che avrebbe voluto fare uno strappo alla regola…che non ha fatto. Diciamo un 109 e lode.
    Quando avrò voglia vi racconterò tutto in un post all’uopo…ma la giornata è stata ricca, articolata e piena di sorprese che non potrebbero essere trascurate…è da pensar bene. Se sia il caso.

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