In un grande magazzino – ovvero, passeggiata fra citazioni a buon mercato

Ieri mi dico, beh è una bella giornata, fa ancora caldo, sprecarla mi sembra un peccato, maledizione, che poi ne rimangono poche,c’è tutto l’inverno davanti, che palle, l’inverno, e i suoi giorni gelati, addio passeggiate, pensavo, e allora che faccio, approfitto, mi dico, approfitto dell’ultimo sole ed esco per fare due passi, e approfitto di fare due passi per due commissioni.

 Era da un po’ che volevo fare una scelta delle foto migliori scattate da due anni in qua con la digitale, per stamparle. A dire il vero alcune vorrei appenderle in camera in una cornice all’uopo destinata, per sostituirle a foto risalenti agli anni ’80 che mi ritraggono infante.

Non avevo calcolato che ora si fa in fretta a sviluppare le foto. Così le porto al fotografo che della  galleria di Auchan. La ragazza al banco (mescolava negativi e blow-up), a dire il vero ben poco acerba, anzi, a dirla tutta diciamo pure che non era più una ragazza, ma volevo inserire la solita gratuita gucciniana citazione da Autogrill… comunque mi copia le foto dalla mia penna-hard disk, mi chiede il nome (io imbarazzato come al solito mi ritengo costretto a dirlo tutto intero, “Dario Mimmo”), lei segna “Dario”, e io correggo “a dire il vero il cognome è Mimmo”, e lei spaesata (un po’ come dire ma a me che cazzo frega), mi risponde “beh, allora segnamoli entrambi”, e affianca un MIMMO maiuscolo al corsivo Dario. “Passa tra una mezz’oretta”.

Sfuma così la mia voglia di sole, ritenendo più saggio tramutare la mia solita passeggiata solitaria a Rivoli (Parco Turati, via Piol, Piazza Martiri e via dicendo), in una passeggiata alternativa nel supermercato.

Certo, non era la prima volta. Ma mai avevo notato prima il lato grottesco della cosa.

Così, mi fiondo nel reparto che mi interessa: libri e film. Guardo i dvd prendendo spunto per i miei download, guardo i libri e li spulcio, costano poco, ma non li compro, non ho voglia di fare la fila alla cassa, e poi uno quando passeggia lo fa per la sola ragione del passo, mica per spendere soldi.

Mi capita tra le mani un libro di Cohelo, forse l’ultimo, un insieme di pensieri. E allora apro a caso e ne leggo due. Uno raccontava di un tizio che aveva sognato di dover raggiungere 12 punti del mondo e di dover fare in ognuno una scultura o una pittura. Ora è alla quarta opera. Un altro invece era bello ma non ho voglia di riferirlo, e poi non penso che Paolo ne sarebbe contento. No, è solo che non ne ho voglia. E che non lo ricordo bene. No, proprio non ho voglia. (Mi sento un po’ il Nanni Moretti di Ecce Bombo).

Tra i film noto una ragazza dai capelli rossi che viene (o veniva?) all’università con me, che prendeva il treno con me, che spesso frequentava corsi con me, che probabilmente abita da queste parti, ma che non ho mai salutato e con cui non ho mai parlato, e che non ho mai capito se è bella o brutta, però un po’ mi piace, e forse qualcuno si ricorderà la mia passione per le Rosse Doppio Malto, e lei è una di quelle (per doppio malto intendo proprio quello che probabilmente non volete credere che io intenda). Ma l’ho guardata, e non l’ho salutata. D’altronde lei sembrava ignorarmi, ma la cosa mi pareva talmente scontata da lasciarmi addosso un senso di malinconia vischioso.

Girando ancora un poco nello stesso reparto vengo assalito dal sospetto che qualcuno potesse sospettare della mia onestà ritenendomi un taccheggiatore in attesa del momento propizio per compiere il suo crimine prediletto, ossia il taccheggio. Taccheggiatore di libri da 5 euro. Interessante prospettiva di vita. Ci farò un pensierino. Così per evitare grane (assurdo, lo so), inizio a girare per Auchan, mi reco al reparto alimentari, "in un grande magazzino una volta al mese, spingere il carrello pieno sottobraccio a te", cantava un Mogol ispirato e crepuscolare, poetica delle piccole cose incantabili, con la voce di Battisti, ma almeno in compagnia di una donna, e almeno con la motivazione di fare spesa; poi torno indietro, mi guardo intorno e nel momento in cui volgo lo sguardo inconsapevole al corridoio riservato agli alcolici, ho ricevuto l’illuminazione. Vedo due ragazzi che frequentano i posti che frequento io, amici di amici, ex liceali del Darwin. Maurizio e Piera. E penso “guarda te, ogni volta che passo vicino al reparto birra vedo qualcuno che conosco”. Fra i pensieri seguivano corollari socio-filosofici del tipo: o conosco un mucchio di alcolizzati, oppure sono io l’alcolizzato, il che mi porta a passare sovente di qua, e di conseguenza,  in percentuale, ad aumentare la probabilità di incontrare qualcuno che conosca. Da qui all’idea di scriverci su un intervento per il mio blog, tanto lungo quanto inutile, il passo è stato breve. Perchè no, d’altronde…

Sollazzato da questa luminosa trovata (ho estremo bisogno di questo genere di piccolezze per dare un senso ai miei giorni insignificanti), torno al reparto libri e film con una carica in più, e ricomincio a rovistare fra le macerie di letteratura scadente. Non si sa mai.

 [Scusate i tempi dei verbi, non credo abbia più molto senso, al giorno d’oggi, stare troppo a sindacare sul discutibile e infantile uso del presente storico in luogo del passato prossimo. E poi nessuno è perfetto………….era una battuta. Vi si richiede almeno un sorriso di sdegno.]

 Il problema di questo post è che non so dove voglio arrivare.

Dunque, preso dallo stesso dubbio, guardo l’ora e mi rendo conto che è il momento di ritirare le foto. Così mi reco a ritirare le foto, ritiro le foto, 14 euro e 4 centesimi, “per caso hai 4 centesimi?”, no, ne ho 5, presi il resto e me ne andai.

Il compiuto fallimento della giornata si ha con l’acquisto di una tessera di ricarica per il telefonino che non sono in grado di usare (la tessera, non il telefonino), e con lo sfumato proposito di andare ancora a passeggiare al castello rendendomi conto che in questo fottuto periodo il sole alle 7 di sera è solo un ricordo arancione evaporato dalla curva della statale verso Susa.

Mi sono rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Sono molto preoccupato, ma la storia non finisce come quella di Lucio Dalla.

Ho fatto una doccia e ho iniziato a raccontare per l’esclusiva voglia di scrivere, per chi mi vuole leggere, e a culo tutto il resto.

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4 thoughts on “In un grande magazzino – ovvero, passeggiata fra citazioni a buon mercato

  1. Valeria ha detto:

    io l’ho letto tutto, giuro!!
    un saluto da una sconosciuta!
    a presto!
    Valeria!
     

  2. Dario ha detto:

    Oddio, ti ringrazio, non pensavo che a qualcuno potesse interessare… Piacere.

  3. Il Signor G ha detto:

    io l’ho letto tutto..ma cosa vuoi dire?

  4. . ha detto:

    Vuol dire che è smarrito, come ogni essere senziente; presto ritornerà alle sue occupazioni e dimenticherà il tutto.

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