Milady, io non ne ho più voglia – ovvero in morte dei Poeti Sconfitti

Nonostante le cure rigenerative con cui la malattia congenita fu curata (ricordate la capitolazione dei Be-Folk?), dichiaro clinicamente defunti i Poeti Sconfitti.

Sebbene il cervello sia ancora tecnicamente funzionante, il cuore è fermo ormai da tempo, tenuto vivo da una macchina. Gli arti sono in cancrena.

Di certo la musica italiana non rimpiangerà questo gruppo di amici con tante idee, molta voglia di suonare, e poca organizzazione. Voglia di suonare?

Mah, io ho sempre saputo di non essere tagliato per questa professione. Amore per la musica…l’amore non basta mai, l’amore non serve. Quante volte avete amato una donna o un uomo, e questa donna non vi ha ricambiato, e anzi vi ha fatto soffrire. Quante volte invece avete avuto storie felici con donne o uomini che non amavate (io mai…ma io non conto).

I Poeti Sconfitti, li amavo. E per loro ho sofferto. E ora loro mi lasciano, e io mi sento solo.

Il Paladeseppo è vuoto…

 Addio.

 […]Milady non lasciarmi mai,
senza di te cosa farei,
Milady cipria sotto gli occhi,
Milady persa negli specchi;
Milady non hai voce e canti,
in un teatro a fari spenti,
Milady bolla di sapone,
e ballerina di balcone:
Milady il cuore è un soldatino
che scrive lettere a nessuno

Milady non lasciarmi mai,
ti voglio sempre come sei,
Milady strada di Parigi,
Natale con i tre re magi;
Milady ho perso la tua spilia
Milady, Dio, come sei bella.

 (Milady, R. Vecchioni)

(zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz…………….sigh…)

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8 thoughts on “Milady, io non ne ho più voglia – ovvero in morte dei Poeti Sconfitti

  1. Barko ha detto:

    Caro D(i)ario,
    sno il basso, quello che pulsa e sgrazia, che spinge per trovare un posto nei tuoi pezzi, e che per timidezza di apparire invadente a volte lascia a malinquore il posto all’agile chitarra.
    Devo dirti due parole io, che Marco a volte parla troppo e forse a sproposito. Ma io lo conosco, se parla troppo o troppo poco, è solo perchè è un appassionato, si fa trasportare dai momenti, e poi ci ripensa, rimugina, e dà la colpa a sè.
    Questa è un’altra tempesta, i Poeti Sconfitti, nn credo vogliano abbandonarti, perlomeno non io, il poeta dei BassiFondi, e credo nemmeno quell’adorabile aristocratico flauto traVerso.
    Degli altri non so.
    Il valoroso farnetica, dita e mente agile, profondo e implacabile scrutatore di se stesso, vanitoso e supponente vate del gruppo. Auspico una riconciliazione perchè il rancore ha dei limiti che mi stanno stretti.
    Io sono qua, e in anteprima voglio fare anch’io una dichiarazione:dichiaro chiusa la pubblicazione delle mie pagine sul Cammino di Santiago. Troppe le negatività che hanno generato, e questo non è giusto.
    Ritorno alle mie superficialità.

  2. Il Signor G ha detto:

    ..risponderò direttamente io in carne ed ossa. Io sono parte del gruppo e come tale pretendo di avere un ruolo decisionale all’interno di simili dichiarazioni. Mi scuso se abbandono il tono scherzoso di Marco (che per altro apprezzo), ma non mi sento di dire che il gruppo subisce una fine. Si tratta infatti di una fine subita, e non ho lunghi discorsi da fare a parte quello che da componente del gruppo voglio essere ascoltato e voglio che si sappia che non ho alcuna intenzione di fermare quello che abbiamo iniziato. i motivi sono strettamente sentimentali e personali. Non sento il bisogno di stare qui a descriverli perchè chiunque di noi si sia appassionato a questo "progetto" sa di cosa sto parlando.
     
    Solo chiedo di non prendere decisioni senza avere ascoltato tutti, senza avere domandato, Dario io rispetto il tuo Io interiore che si fa sempre più grande, ma ci siamo anche noi e se Marco si sente di dire che lui c’è, io non sento neanche il  bisogno di confermarlo, perchè confermarlo potrebbe far pensare che ho dubitato di esserci. Per me è un concretissimo desiderio continuare a suonare, tant’è che negli ultimi tempi sto scrivendo molto e tra tutti le decimazioni di scrti che sto facendo, sono sicuro che al più presto verrà fuori qualcosa.
     
    Ale io non so perchè tu abbia sentito il desiderio di sentenziare le esperienze di Marco, o di rispondere con tanta arroganza.. onestamente non me l’aspettavo. Sono reazioni ambigue per quel che mi riguarda per una persona che dovrebbe essere chiamata "valorosa", ma non voglio mettermi anche io a fare inutili sproloqui sul bene e sul male. Dall’alto non ho mai guardato nessuno.
    Se la sera non ti abbiamo aspettato è perchè non era forse l’orario più adeguato ad un incontro. Avevamo da fare la mattina dopo e nei nostri impegni abbiamo scelto di riposarci in vista dell’alba, tutto qui. Ora ci sono molti modi di comunicare le cose, quello che volevi affrontare (visivo) era sicuramente il migliore, ma quello che hai adottato come seconda scelta si è rivelato sgarbato..offensivo direi…e continuerei ma la cena mi aspetta.
     
    IO SONO UN POETA SCONFITTO (a  cena)

  3. Dario ha detto:

    Ammetto di aver reagito male.
    Ammetto che le male reazioni inopportune (interiori, scritte, ma mai orali o fisiche) siano consuetudini del mio modus vivendi.
    Ammetto di essermi arrogato il vanto di dichiarare conclusa un’esperienza che, ripeto, io ho amato, (la dimostrazione è che ho sofferto molte volte per questo gruppo, forse troppo), senza prima aver parlato con tutti i componenti. Ma purtroppo non c’è stato il modo di vederci tutti, e la chiacchierata con Marco al Bierkeller sabato notte mi ha distrutto.
    Non ho visto vie d’uscita, i soli impegni di noi due erano già quasi inconciliabili, per una serie di coincidenze.
    Ammetto di aver scosso la testa leggendo il commento di Panetta sul blog di Marco, e di aver pensato “maledizione, ora ricordo perché inizialmente non volevo che suonasse con noi”. Ma in fondo io credo solo che il Valoroso (mi piace ancora ricordarlo così…) abbia solo avuto occasione di lavorare, e quindi di trovarsi a decidere di lasciare il gruppo per ovvie ragioni. Non condivido la sua politica distruttiva dei rapporti sociali, più che altro non la capisco. Panetta, ti ho aspettato fino alle tre e quarto, sabato notte al Bierkeller…se mi avessi detto che avresti ritardato ti avrei aspettato ancora. Sì, dovevamo parlarne. E parleremo: neanche a me piacciono i rancori, per così poco, poi…
    Ammetto di aver sorriso, leggendo il commento di Gioino qua sotto, e di aver rivisto per un attimo un po’ di speranza in fondo a questa pagina scura. Giò ha sempre avuto questa forza di coesione, espressione della sua grande disponibilità in ogni occasione, ma francamente non credevo che riuscisse a trarne ancora, adesso. Per questo lo ringrazio di cuore.
    Ammetto che il mio Io interiore sia straripato, e mi scuso con chi ne avesse subito le conseguenze.
    Correggo a questo punto la mia affermazione in
    “Dichiaro, dopo aver consultato l’equipe, coraggiosamente sconfitti i Poeti Sopravvissuti: nonostante le gravissime condizioni, ci auguriamo possano uscire un giorno da questo coma irreversibile. Indispensabili alcuni trapianti di organi (hammond), ma soprattutto è necessario un intervento a chitarra aperta”.
     

  4. Il Signor G ha detto:

    così mi piaci!

  5. Andrea ha detto:

    No, caro Dario, non credo tu debba pensarla così…sì, la musica è una donna capricciosa, che si impreziosisce ad ogni appuntamento, che non ne ha mai abbastanza, che ti comanda anche a bacchetta certe volte…pretende sempre di più da te, anche quando tu pensi di averle dato tutto…però è bravissima a fare l’amore, quando tu prendi il tuo strumento, quando ti immergi dentro di essa, è il più forte degli orgasmi, sei tu che produci suoni per te stesso e per amore di lei…lei non ne avrà mai abbastanza, tu devi solo imparare a non farle mancare mai nulla…
    La musica non è una donna…è meglio di lei…perchè ti sà inconsapevolmente regalare momenti che una donna non può regalare…

  6. Una voce ha detto:

     
    Invece io penso che voltar pagina e iniziare un altro capitolo è bello! E’ un lusso che ogni tanto tutti dovremmo prenderci no?
     
    Dario carissimo, come stai? Tutto bene?
     
    Io sono sommersa di lavoro (letteralmente, intorno a me c’è una muraglia di scartoffie, giornali e paccottiglia varia) e ringrazio Dio per questo: ho il cervello impegnato, almeno!!
     
    Un bacio e un abbbraccio forte forte: inizia una nuova avventura, Dario!

  7. sarah ha detto:

    Sono tornata qui e…ti lascio un saluto. "Milady"è……un altro bellissimo pezzo.Ciao.

  8. Una voce ha detto:

    Un baciotto sulla punta del naso. Abbi cura di te!
     

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