Il nuovo attesissimo post di Dario De Seppo, dal titolo “Il mio blog compie un anno e qualcuno di voi ha ancora voglia di leggerlo – ovvero The best of TheSeppost”

Ovvero, Di titoli verbosi e prolissi a introdurre metainterventi senza meta. In omaggio la recensione dell’ultimo concerto di Guccini a Torino (ovvero De Seppo vs Bertoncelli a sparare cazzate) più alcune riflessioni estemporanee sul mezzo Internet. Da non perdere.

Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri mio blooog, tanti auguri a teeeee…(applausi)

 Il 29 novembre del 2005, io Dario De Seppo Mimmo, iniziavo a riempire di futilità questo già inutile spazio vagante nell’universo della rete.

Non so perché ho iniziato, probabilmente per il semplice fatto che Microsoft mi ha messo a disposizione delle pagine bianche e mi sembrava male sprecare una possibilità gratuita.

In realtà un anno fa non sapevo nemmeno cosa fosse un blog.

Una moda, di certo.

Nel mio piccolo ho tentato di creare qualcosa di originale, probabilmente senza riuscirci. Non so, forse qualcuno lo considera un monumento a me stesso. Io preferisco paragonarlo a un cantuccio virtuale in cui mi piace rifugiarmi di tanto in tanto. Anzi, piuttosto spesso.

Mi piace scrivere, e mi piace l’idea che potenzialmente chiunque potrebbe leggere queste cose indegne e darmi un parere.

Già nel mio primo, irrilevante intervento si denotavano parecchi caratteri che poi ho mantenuto: si parlava di me, di un fatto insignificante a cui ho dato un significato, del gruppo musicale che da poco non esiste più, e ho persino raccontato un sogno notturno, pratica che ripropongo di tanto in tanto.

Ognuno decide di sprecare il proprio tempo come gli pare. Personalmente, piuttosto che in andare in discoteca, preferisco sistemare questa camera con vista passiva, e forse a qualcuno non dispiace, visto che ho da poco sorpassato le 6000 pagine aperte.

Tra i tanti che sono passati di qua, oltre agli amici di sempre e accaniti lettori – che cosa ci trovino di interessante qua dentro non lo so – vorrei citare gli amici virtuali che non ho mai conosciuto di persona e quelli che grazie al blog ho potuto conoscere, ma soprattutto alcuni avventori che sono capitati qui cercando, su Google o tramite il servizio MSN, alcune espressioni che inevitabilmente hanno portato a me, tipo “settima eccedente”, “traduzione monologhi Kill Bill vol. 1”, “episodi Dragon ball” o “testata Zidane”.

Volevo poi ringraziare gli ispiratori involontari di tanti miei post, in particolare la Riccia del Giovedì, che ha fornito il materiale per la costruzione di una vera e propria saga del fallimento. Lei, La Riccia, meteora tanto fugace da non lasciare traccia nella mia anima, ma capace di sollecitare la mia pigra fantasia al punto da ridurmi a scrivere qualche migliaio di parole su cose che effettivamente dubito persino io che siano successe.

E come non citare gli elementi degli ex Be-Folk, Ex TirNaNog, ex Poeti Sconfitti, per niente poeti, ma molto sconfitti…Marco Segre, Gioino flautino, Ale Belt ma soprattutto il Valoroso Panetta, da sempre grande trascinatore e lo ammetto, ispiratore giovanile di alcuni cantucci del mio pensiero quando ancora era in fase di formazione.

A proposito. Il Valoroso ieri notte mi ha detto di  porgere a tutti le sue scuse per i suoi comportamenti spesso importuni. Non chiedetemi di approfondire.

Per quanto riguarda la musica non ho parlato solo di me stesso (che effettivamente musicista non sono mai stato, ma egocentrico molto), ma anche dei miei grandi miti di sempre, e non solo dei concerti fatti (o saltati) ma anche dei concerti assorbiti. Quello di De Gregori, per esempio, che mi ha ispirato un post per un dibattito interessante sulla questione musicapolitica, o quello di Vecchioni, il mio professore, o quello recentissimo del sempre in forma sessantaseienne Francesco Guccini, di cui effettivamente non ho ancora scritto nulla.

Ecco. Già.

Francesco è un mito, c’è poco da starci a discutere. Può piacere o non piacere, ma bisogna riconoscere la grandezza del suo personaggio. Dal vivo continua a dare il meglio di sé, con i suoi infiniti monologhidialoghi col pubblico sempre seduto, formato dai fedelissimi, ormai 50enni, 40enni, 30enni, e da noi, ma anche da nuovi adepti, 15enni che scoprono la poesia nella musica e che sono in grado di pogare (…eh sì…pratica effettivamente blasfema nell’ambito cantautorale) su Dio è morto, sostenuta dalla batteria del sommo Ellade Bandini. L’altra sera al Mazda Palace di Torino, il Guccio ha tenuto un concerto di oltre 2 ore, proponendo quasi esclusivamente vecchi successi (da Incontro a Quello che non, da Farwell alla stupenda Signora Bovary ,che finalmente ora so che “in fondo alla notte c’è ancora”… uno struggente assolo del sax di Marangolo), o vecchissimi successi (tra cui Noi non ci saremo, con tanto di dedica ad Augusto dei Nomadi). Non potevano mancare le intramontabili Auschwitz, la Locomotiva, Cyrano, Canzone per un’amica: il Guccio ha esordito con “non indovinerete mai con che pezzo incomincerò”…e la tradizione, che gli fa aprire i suoi concerti da 30 anni con questa canzone, è stata rispettata. Ha proposto poi un’inedita canzone sulla Resistenza.

Guccini è un gigante, un trascinatore, un vecchio bontempone, uno spirito popolare vero, un intellettuale che non ha mai dimenticato di essere un montanaro dell’Appenino tosco-emiliano, e che come tale, gli piace ancora far canzoni, bere vino e fare casino davanti a migliaia di persone come se fossero vecchi amici in una taverna di Pavana.

Tanto che riesci addirittura a non pensare troppo alla spesa del biglietto…maledetti…

Ecco.

Mi avete fatto fare la recensione di un concerto. Dovete fermarmi, se no io divago e questi interventi diventano insopportabilmente lunghi e disomogenei.

Tra l’altro, mentre scrivevo” Vecchioni”, Word mi correggeva in “Secchioni”, e “De Gregori” in “De Gregari”… questi pc (curioso che Word mi sottolinei anche la parola pc come errata) hanno fondamentalmente l’ignoranza dei primi della classe (tanto per ricitare il Guccio…).

Ma questo che c’entra?

Ecco, mi avete fatto perdere il filo. Dovete contenermi, altrimenti io divago e questi interventi diventano fastidiosamente lunghi, disorganizzati e ridondanti…a volte ho l’impressione di dire sempre le stesse cose…

E poi appunto, tra le cose che non sopporto, quando giro per i blog, oltre alle kappa al posto delle Ci, oltre alle impaginazioni raffinatissime e ultracurate che nascondono il vuoto dei contenuti, oltre a tutte le stronzate che a leggerle ti verrebbe voglia di istituire una patente speciale per bloggari, con tanto di esame di lingua italiana, senza cui tu tamarro non puoi disporre di un sito tuo atto solo a diffondere ignoranza (non confondete la mia posizione con una antidemocratica…ma ci sarebbe da aprire una parentesi sui pro e i contro della libertà quasi totale del mondo internettiano, e sulle conseguenti pillole d’informazione dalle fonti incerte tipo Wikipedia, certamente utilissime, gratuite e sempre a disposizione, ma senza alcuna garanzia, che danno un’illusione di onniscienza…chissà che avrebbe detto il  buon vecchio Giacomo Leopardi, che già negli anni ’30 del XIX secolo se la prendeva coi giornali per lo stesso motivo…andate a rileggervi la Palinodia al Marchese Gino Capponi, o il Dialogo di Tristano e di un amico…) …tra tutte queste cose che non sopporto, comprese le parentesi aperte, ci sono i post lunghi. Io quando vedo un post lungo non lo leggo. Mi passa la voglia. Dico, che palle, e ne cerco uno corto.

Ma voi, che venite così spesso sul mio blog…che fate? Guardate solo le foto dei plagi e quelle dei concerti (sigh…), oppure vi fermate a leggere pure tutta sta pappardella che vi somministro?

Beh, non è proprio mia intenzione scrivere interventi così corposi…è che mi faccio prendere, mi lascio trasportare dai pensieri e poi non so più fermarmi…senza contare che ripeto spesso inutilmente cose che ho già detto in precedenza, quando poi si tratta di precisazioni inutili e prive di seguito, che magari non portano il discorso da nessuna parte e sono costretto a chiuderle con una pratica piuttosto di tendenza oggigiorno soprattutto nel linguaggio essemmessiano, ovvero un’imbarazzante serie di puntini di sospensione…

Ci sono poi quei periodi che la fantasia sembra essersi presa una bella vacanza, magari per un salto a Umbria Jazz, o per suonare la chitarra in un bar sul mare inzuppato in una tazzina di decadentismo d’appendice, e così per mancanza di idee ti trovi a raccontare di giornate inutili o a fare scontati riferimenti a momenti topici quali la laurea o a scadenze annuali tipo il compleanno mio o del mio blog…o peggio, a creare trame esili di parole come solo pretesto di riunire i link di post precedenti, tipo “il meglio di”, come spesso accade per certe puntate di dubbia qualità di molti programmi televisivi o per raccolte musicali di vecchie conoscenze della musica leggera.

 

Se siete arrivati fin qui avete diritto a un insulto gratuito e a sapere che a breve girerò il video della mia cara Canzone (quasi) facile. Sarà il mio modo di dire addio alla musica dopo tanti fallimentari anni d’amore, e di introdurmi nel mondo del cinema. Furtivamente. Passando dalla porta di servizio. Servizio in senso di cesso. Cesso di scrivere, che è meglio.

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15 thoughts on “Il nuovo attesissimo post di Dario De Seppo, dal titolo “Il mio blog compie un anno e qualcuno di voi ha ancora voglia di leggerlo – ovvero The best of TheSeppost”

  1. Baby ha detto:

    Ebbene, si, sono una di quelle che leggono TUTTO! Tutta la pappardella. La leggo perchè mi piace, scrivi bene, ho seguito facendo il tifo per te le vicende della Riccia Del Giovedì, non sei noioso, sei ironoco, diciamo pure che i tuoi interventi mi "intrippano", giusto per finire con il tocco di classe!  😉
    Tanti auguri al tuo Blog e in bocca al lupo per il video!!!

  2. Barko ha detto:

    Caro Dario, nn ci vediamo più, questo è un fatto. Chissà che fai, e quante parole hai, io sono qua

  3. Barko ha detto:

    dimenticavo, ma per Guccio un copo di tel me lo potevi fare o era una cosa a due?mi sarebbe piaciuto un molto!
     

  4. Dario ha detto:

    Marco anche io sono qua. Non ci vediamo più perchè non vieni più a pallavolo, perchè non suoniamo e soprattutto perchè è inverno quindi abbiamo cose da fare e fuori è freddo per i ritrovi chitarrosi…e comunque al bierkeller non ti si vede da un pò.
    Per Guccini era una cosa a due. Io e mia sorella…Ti dico la verità, non ti ho chiamato perchè tu hai sempre detto che non saresti mai più andato a vederlo per giuste questioni di prezzo del biglietto in contraddizione con il suo personaggio. Ti ricordi quando lo vedemmo assieme, anni fa, che ancora non ci conoscevamo?

  5. Andrea ha detto:

    Wowowo…auguri…proprio auguri…

  6. Barko ha detto:

    Hai ragione, brontolavo sul prezzo, e forse davvero nn sarei venuto…ma rileggere quei titoli, mi ha fatto pensare…spero sia stato un gran concerto e verosimilmente dev’essere andata così.
    Hai ragione tu, è inverno, e non è facile, è solo che mi ero abituato a vederti diverse volte la settimana e ora non vedo praticamente nessuno, a parte pochissimi (s)fortunati.
    Tutti han da fare, me compreso in effetti, sono sott’acqua e sogno cani e volpi..il tuo ultimo post è bello, e io lo attendevo, come attendo qualcosa che non so, di imprevisto, che spiazzi. E’ tutto così magmatico e graduale, affascinante certo, ma lento..chissà.
    Cmq spero di vederti questo sabato, se sei al Bk ci vedremo là, un salutone, W.

  7. Laura ha detto:

    Io adoro le pappardelle:D e adoro sapere che esiste ancora qualcuno in grado di utilizzare l’apostrofo e che non lo scambia per una "cacchina" di mosca…
    Anch’io a volte i post lunghi faccio finta di non vederli,non è questo il caso!Non posso farne a meno,una volta iniziato devo finirlo e ne vale la pena:anch’io posso dire di aver partecipato virtualmente a un concerto di Guccini….ehhhhhe(sospiro,con aria sognante)

  8. UomoPerfetto ha detto:

    Zippo Zippo, passo, leggo e spesso non mi fermo a scrivere…ma questa volta è diverso….AUGURI BLOG!!
    E come si fa a leggere solo un pezzo? O leggi tutto o non iniziar nemmeno, questo è quello che penso. Poi adoro come scrivi, l’ironia, le parole complesse e le frasi che dopo mille parole non vogliono dire nulla, ma solo riempire qualche riga…sei unico e lo sai…
     
    Per il concerto del Guccio immagino che sia stato dvvero bello, ma come ti ho detto non vado a spendere quei soldi per vedere Franceso, è un furto da parte sua che mi ferisce profondamente…non s’intona con la sua persona come dice Marco…mi piacerebbe rivederlo, dopo 3 concerti nel quale è stato grandioso mi piacerebbe tornare a vederlo, ma finchè si farà pagare così tanto protesterò non andandoci.
     
    Ti voglio bene
     

  9. Unknown ha detto:

    Guccini costa più di una finale di Coppa (Italia, si intende)… sembra che la gente caghi banconote…
    Io sono un assiduo lettore (nel senso che non mi perdo manco ‘n’ intervento pur se parecchie volte non commento) e devo dire che servi delle "pappardelle" gustose… ma cambiare menù ogni tanto?
    Firmato: Presidente dell’associazione fermiamo quella sgualdrina di Betty Boop.

  10. Dario ha detto:

    Scusata ma questa è geniale…a proposito di quelli che finiscono sul mio blog per cause innaturali…uno è appena passato di qua cercando "foto circoncisi"…non so come…

  11. JEFF ha detto:

    io ci sono finito casualmente cercando bestemmie…mah…i misteri del web!in ogni caso grande Dario,prossimamente sugli schermi di all music ed Mtv..pur non essendo il mio genere di musica apprezzo le tue composizioni,sarà perchè esprimono i tuoi stati d’animo e indirettamente mi sento coinvolto anch’io!GRANDE…ti voglio bene(nel senso virile del termine,precisazione atta a smentire sul nascere le malelingue)…
     
    P.S.Auguri blog!

  12. Una voce ha detto:

    Ognuno ha il diritto di avere un blog e di scriverci quello che vuole, gli altri hanno il diritto di non leggere se non interessati. PUNTO. Detesto gli snob che ridicolizzano la "moda dei blog" (non è una moda, è un’opportunità, è un nuovo modo di comunicare e la comunicazione è comunque cosa positiva in questo mondo di solitudini e incomprensioni). Se non ti piaccioni i blog, non leggerli, nessuno ti obbliga…Quanto a te, raramente sono incappata in una persona così sensibile e… beh, sei una bella persona, mi pare di avertelo già detto.Un anno è una data importante, per un amore, per un nuovo lavoro, per un bimbo che è venuto alla vita, per il frullatore (magari scade la garanzia!!!) e anche per un blog. Allora auguri anche da me!Grazie di ospitarmi nel tuo spazio quando ho voglia di far due chiacchiere, grazie di venire a trovare me quando ne hai desiderio e grazie di leggere muto quando non senti di aver alcunché da dire.Un bacio. 

  13. Una voce ha detto:

    Non lo so se riuscirò a farteli in un’altra occasione, comunque io intanto mi porto avanti col lavoro: tanti auguri di buone feste Dario, per te e per le persone a cui tieni. Non so se il Natale davvero abbia il potere di portare con sé amore, salute, serenità, gioia, ma io ti auguro di cuore tu possa averli e tenerteli stretti stretti!Un bacio e un abbraccio.  Una voce

  14. Laura ha detto:

    Tutto quello che è cinema,telefilm e parodia degli stessi ha sempre esercitato su di me un certo fascino…
    Mi piace la satira,l’ironia sottile e tagliente,possibilmente non volgare…(da premettere che la volgarità non è da me considerata come la "parolaccia" giusta al momento giusto…Per me è più volgare Bettarini a Buona Domenica o la diciottesiam puntata di Porta A Porta sul Caso Cogne…)
    Buone Feste anche a te fammi un regalo:scrivi un nuovo post…:D
     

  15. Dario ha detto:

    Ok, ok…Buon Natale…vi prometto che a breve scriverò un post, in cui parlerò di quella volta che ho sognato Astor Piazzolla che veniva a trovarmi, e poi della realizzazione del mio primo video e di tante altre cose che nemmeno vi immaginate…(se avete qualche idea…comunicatemela…)

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