Pensieri ovvero niente di interessante sulla fronte di un occidentale

Niente, stavo pensando che non ho nulla di interessante da scrivere, compreso il fatto di scrivere che non ho nulla di interessante da scrivere.

 

1° tempo

Stavo pensando che ieri ho visto una ragazza parlare al telefono pubblico in un corridoio di Palazzo Nuovo, e che mi sono sentito in un film degli anni ’80, tanto mi sembrava un’immagine patinata.

Stavo pensando che sto pensando di continuo ad una ragazza dai capelli scuri.

Stavo pensando che tra poco gli uccelli in inverno migreranno in Nord Italia e in estate su verso il circolo polare.

Pensavo che è colpa nostra.

Pensavo che se i Cinesi decidessero di usare la carta igienica come la usiamo noi, bisognerebbe abbattere l’Amazzonia intera per soddisfare la richiesta.

E pensavo anche che vivere la fine del mondo potrebbe essere uno spettacolo affascinante, mica da tutti.

Quand’ero bambino avrei voluto vedere la fine del mondo da anziano.

Pensavo che Seth Mc Farlane ha saccheggiato il genio di Matt Groening, estremizzandone la forma e appiattendone i contenuti.

Sto pensando che ho le mani sporche perché poco fa ero in palestra a lanciare palloni a ragazzine svogliate, e ho paura di contaminare la tastiera del mio pc.

Pensavo che passo più tempo col mio pc che con molti miei amici.

Pensavo che in fondo internet è una buona cosa, e che se io avessi talento, avrei la libertà di poterlo mettere al servizio dell’umanità senza essere raccomandato.

Penso di non avere alcun talento particolare, se non quello di aver voluto provare a fare delle cose.

Penso che non scriverò mai più una canzone che mi dia soddisfazione nel farla sentire a qualcuno.

Pensavo che la DarkLady forse ogni tanto mi pensa, nonostante gli After Hours.

Pensavo, l’altra notte, che è morto Carlo Ponti, e che il cinema italiano è in crisi, probabilmente perché non esistono più produttori spietati come lui.

Pensavo che il cinema italiano ha bisogno di idee, prima di tutto.

Vorrei avere delle idee.

Ma d’altronde poco fa pensavo di non avere alcun talento particolare, tranne quello di aver cercato di praticare alcune idee.

Ma sono idee che non fregano a nessuno.

(flash, la mia mente ha visualizzato un fotogramma di Giada a Barcellona, chissà cosa vuol dire).

 

Penso che ora andrò a cena.

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz…….

2° tempo

Pensavo che a questo punto della mia esistenza dovrei scegliere se continuare a sognare o iniziare a vivere.

Pensavo che ho bisogno di suonare in pubblico: l’ultima volta è stato quest’estate.

Pensavo che suonare in pubblico sarebbe stato più difficile.

Pensavo che suonare bene sarebbe stato più facile.

Stavo pensando che cambio la forma del verbo, ogni tanto.

Pensavo che la cultura digitale è più facilmente diffondile, più democratica, più comoda, ma anche molto più volatile.

Pensavo che ho dei ’78 giri di mia nonna che risalgono agli anni ’40.

E pensavo che molti miei cd masterizzati prima del 2002 iniziano a non sentirsi bene. Avranno forse l’ernia del disco? (risate)

Pensavo alla DarkLady, a quei messaggi di ieri, e che se qualcuno ha “Quello che non c’è”, per favore, me lo presti entro domenica, perché volevo farle una sorpresa di cui forse avrete già sentito parlare nella saga de La riccia del giovedì.

Pensavo che l’amore al tempo di msn sia un fenomeno da studiare.

Pensavo che se telefonando io potessi dirti basta te lo direi, ma anche che con un sms, cara Mina, sarebbe stato molto più semplice.

Pensavo che chiudere una relazione via sms sarebbe squallido.

Pensavo però che se i ragazzini non sanno l’italiano non è colpa degli sms: il problema è l’appiattimento e l’omogeneizzazione dei comportamenti, degli stili di vita, della non-cultura di massa, del ritorno all’uso della forza in luogo della parola.

Pensavo che una società in cui i giovani si vestono e si pettinano tutti allo stesso modo, è una società malata, perché è una moda della divisa militare, del faccio così perché devo, del non uso la testa perché qualcun altro pensa per me: ho paura perché mi vengono in mente certe immagini anni ’30.

Pensavo che mia cugina quattordicenne non sa che nazi sta per nazista, essendo la parola tornata tanto di moda fra i ragazzini.

Pensavo che la DarkLady è vestita di nero ed è pettinata come Kiki, la moglie di Goku. Ma ha gli occhi verdi.

Pensavo che la gente pensa troppo poco e agisce d’istinto.

Pensavo che l’istinto fosse una cosa buona, ma Freud non me lo conferma.

Pensavo che Freud aveva molta fantasia ed era un sofisticato critico letterario.

Pensavo che l’altra notte ho fatto un sogno che c’era il mare, e una spiaggia, e io cercavo Richard ma non lo trovavo, e vedevo il Baffo entrare nella sua roulotte e poi andavo in spiaggia e mi toglievo i pantaloni, ma mi sarei accorto troppo tardi di non avere il costume sotto, e rimasi per un po’ mezzo nudo, con solo su la maglietta, come Johnny quella volta che era ubriaco e non riuscivo ad aprire il garage, ma questo è successo veramente.

Pensavo che con buona pace di Gioino, avrei bisogno di uno psicobloganalista.

Pensavo a C’era una volta in America e ai punti di contatto della vicenda con il mito di Tristano e Isotta, e che forse è solo la mia fantasia allenata da anni e anni di università

Pensavo che questo post sarebbe stato molto più breve degli altri.

Pesavo…ma invece…

Stavo pensando che in fondo scrivere mi piace, e mi piace lasciarmi leggere.

Pensavo che ho mal di testa da vento, e domani probabilmente si farà sentire.

Pensavo a Panetta che è solo a Dublino.

Pensavo che forse avrei dovuto imparare a suonare bene la chitarra.

Pensavo che il mal di testa da vento mi sta aumentando.

Pensavo che se avessi avuto più cura nella metrica e dosato meglio le parole, avrei potuto fare di questo post una canzone.

Pensavo a Simone, che ieri sera era al Clancy’s, a quanto eravamo legati in quinta liceo, e che il tempo passa e non tutto si può trattenere. Che così poco, si riesce a trattenere.

Pensavo di ringraziare chi avesse letto fin qua.

Pensavo che il canto è stato forse la prima forma di pensiero, e che esistono ancora saccenti poeti che non si abbassano ad ascoltare De Andrè, perché sono solo canzonette.

Penso che ora prenderò la chitarra e inizierò a cantare.

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15 thoughts on “Pensieri ovvero niente di interessante sulla fronte di un occidentale

  1. Federico ha detto:

    prego, è stato un piacere

  2. Il Signor G ha detto:

    ..io, se non è andato istrutto negli anni, dovrei avere solo quel cd degli after hours. se lo ho te lo porto stasera.

  3. Bafio ha detto:

    Ciao Ciao passavo di qui e volevo lasciare 1 commentino..molto carino il tuo blog!! Se vuoi fai 1 salto nel mio e ricambia il favore…Pensavo che Baffo non ha una roulotte, ma ha un cd degli Afterhours originale che servirebbe a Dario, quindi se Dario apparisse stasera glielo porterebbe!
     
       …::KisS::…

  4. Daniela ha detto:

    adesso però va molto, molto meglio.

  5. Richard_SBK83 ha detto:

    Se invece dipensare fossi venuto con noi al clancy’s avresti visto la Lurida. Pensaci

  6. Miriam ha detto:

    pensavo che il cd degli afterhours ce l’avessero tutti, e non ti fa molto onorecerco di non pensare a come gli sms mi abbiano fatto vivere e contemporaneamente rovinato una cosa bella, ma sono anni ormai che me lo ripeto.. penso sempre che dovresti lavorare un po’ di lima se no come ci arrivo alla fine del post?

  7. Dario ha detto:

    Quale cosa bella?
    Grazie per il cd!
    Pre una volta che non vado al clancy’s…

  8. Laura ha detto:

    Pensavo che per me i tuoi post sono sempre troppo brevi…:D

  9. TazMarino ha detto:

    geniale!
    uhm… ti costringerei a collaborare con me..

  10. Dario ha detto:

    Grazie…non esageriamo…collaborerei volentieri se non abitassi a 1800 chilometri da qua!

  11. Baby ha detto:

    Pensavo che…
    Alcune persone pensano troppo poco e agiscono d’istinto
    alcune persone pensano troppo e agiscono poco d’istinto
    alcune persone pensano
    alcune persone agiscono
    Chissà se esistono persone che pensano non troppo ma abbastanza da poter dire di aver pensato prima di agire…
     
    Penso che dovrei smetterla di pensare a cose inutili!

  12. Dario ha detto:

    Il mondo è diviso in due categorie: quelli che pensano e quelli che agiscono.
    Io scrivo.

  13. Valentina ha detto:

    Quanto è bello il periodo dell’università, signore fammi morire e, senza perder tempo a farmi rivedere tutta la mia vita, fammi rivedere solo quei 4 anni a ripetizione!!!!
    Sei l’emblema della vita.
    Buona giornata.

  14. Paolo ha detto:

    Penso che a volte tu pensi troppo.
    Ricordati delle parole di Kurt Cobain: You don’t have to think, you only have to do it etc etc.
    Ma ricordati anche che poi si è suicidato.
    Ma sopratutto, ricordati di non smettere di pensare. Sono così pochi quelli che lo fanno davvero.
    Bye,
    Paul
    (www.vitadipaul.blogspot.com)

  15. Luca ha detto:

    Penso che tu abbia ragione 😉

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