Autunno

Si vivono dolori immensi che l’uomo si porta dietro dalla notte dei tempi e da cui non potrà mai liberarsi.
La notizia della perdita di una persona cara può distruggere in un secondo secoli di filosofia, millenni di progressi tecnici e culturali, fedi religiose e non, tonnellate di letteratura.
Quando avverti che qualcuno che hai amato, che ti ha amato, che ha condiviso con te metri di spazio, sentimenti, sorrisi, parole, incazzature, sguardi, litigi, brutti momenti e gioie, non esiste più, non potrà più parlarti, né toccarti, allora capisci un sacco di cose. Che finisce, finisce tutto prima o poi.
La meraviglia dell’uomo forse sta proprio nella sua incompiutezza. Questo essere tesi verso l’infinito, questa volontà di andare sempre oltre, ancora un passo più in là, senza fermarsi, ma non poter arrivare mai. Da qui il dolore di provare la sensazione di essere niente e poter desiderare tutto, capirlo, sentirlo, scriverlo, dipingerlo, suonarlo, ma senza arrendersi mai.
 
Nonna, mi hai lasciato in eredità un pessimismo leopardianopopolare che custodirò con gelosia. Basta un soffio. Non siamo niente. Mi viene in mente quando ti parlai de La ginestra, a te che non avevi studiato, e come ti piaceva sentirmi spiegare, parlare. Tu la testa non l’hai piegata mai, sempre dritta, fino a che la lava incandescente del Vesuvio non ti ha tirato giù, e non hai fatto niente per opporti. I fiori, poi sono sempre stati la tua passione…
Una volta Fabio ha detto che non è mai passato davanti casa mia senza vederti lavorare in giardino, non ci feci troppo caso. Ora il giardino piange lacrime variopinte. La pioggia, il freddo di quel maledetto giorno di inizio autunno in cui ti abbiamo salutato tutti insieme (c’erano tutti i miei amici, ti hanno voluto tanto bene anche loro, quasi tuoi nipoti, alcuni). Anche la natura disperava con noi.
E’ passata anche questa. Te ne sei andata quasi all’improvviso, prima del tempo. Ma è andata meglio così. Tanto non potevi stare ferma, ammalata in un letto, sapendo di darci dolore, tu che hai votato la tua vita intera all’amore per i tuoi familiari, che non hai sprecato un minuto a ucciderti davanti alla TV, che hai governato questa casa con la forza della padrona e la devozione della serva.
E ora ci manchi tanto. Dal profondo del cuore, allo svegliarsi la mattina e trovare la casa vuota, dal non sentire più il tuo passo leggero o la tua voce imperiosa, dal non mangiare più i tuoi piatti al non sorseggiare il tuo caffè (ora spesso lo faccio io, è buono, sai?) dal trovarsi soli in questa casa immensa, che non è mai stata così vuota.
Spero solo che da lì non ti manchi ancora la tua Sicilia.
Papà si è messo in testa di fare la marmellata di mele cotogne. Lo sai com’è fatto, lui non molla mai, non si lascia perdere d’animo, e dice che si vuole impegnare nelle cose che facevi tu. Lasciamolo fare, magari la marmellata non verrà buona come la tua, ma lui in fondo si diverte.
Ora stiamo bene, Carolina mi sembra persino più matura, ed Elisa si dà un sacco da fare.
Mamma e zia invece non si sono ancora riprese del tutto. D’altronde quando te ne sei andata sono stato assalito da pensieri tremendi, fantasmi di bambino che tornavano, la paura di perdere i genitori, la protezione, l’amore disinteressato. Perdere la mamma deve essere terribile. Povera mamma.
So che a primavera verrai a trovarci. Ci saluterai con una rosa, fiorirai con i limoni e le buganville, e ci darai tanti consigli (ne abbiamo ancora bisogno) nel frusciare dei rami di magnolia o nel profumo bianco delle camelie.
Sapremo interrogarti nella memoria come se fossi qui, e tu ci risponderai. Sapremo ascoltarti domani come abbiamo fatto sempre.
 
Un abbraccio di quelli che ho sempre dosato con parsimonia, forse troppa, ma tu mi conoscevi bene…

Dario

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7 thoughts on “Autunno

  1. Richard_SBK83 ha detto:

    Ogni volta che verrò a trovarti la cosa che più brutta sarà qualle di non trovarla davanti all’uscio di casa, che mi saluta e mi chiede come sto…..Se n’è andata all’improvviso ma forse è meglio così……. Mancherà molto anche a me.
     
    Addio Nonna
     
     
     

  2. Bafio ha detto:

    La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto, sento i tuoi passi esistere come io esisto.La terra è fatta di cielo.Non ha nido la menzogna.Mai nessuno s’è smarrito.Tutto è verità e passaggio.Fernando PessoaNon sapevo se aggiungere altro, però quello che sò è che le persone muoiono davvero solo quando non c’è più nessuno che si ricorda di loro. I cimiteri sono una bugia. Tutti sopravviviamo alla nostra morte grazie alle persone che rimangono. Morire è solo non essere visto. Tutto è verita e passaggio.

  3. carla ha detto:

    mi hai commosso

  4. Sara ha detto:

    Non dico che sono belle parole così per dire…come un commento buttato lì per aria perchè queste parole trattano dell’argomento che trattano; dico che sono Bellissime parole perchè le scrivi tu con la tua solita leggerezza e delicatezza di quando scrivi, soprattutto di quando scrivi di argomenti che ti toccano nel profondo.
    Non conoscevo la nonna come altri tuoi amici ,ma capisco benissimo sino in fondo le tue parole…
    e questa volta, ci sei riuscito, una lacrimuccia ha fatto capolino tra le ciglia.

  5. Una voce ha detto:

    Perdere mio nonno è stato, come tu sai, uno dei più grandi dolori della mia vita, tutto è iniziato da lì, quello che sono oggi è iniziato di fronte a quella bara…
     
    MA NON L’HO PERSO… ho perso la sua presenza fisica, ma lui è sempre con me, è dentro di me, è dentro le mie parole, è nei miei occhi di cui vado tanto fiera (scuri, profondi, identici ai suoi!). E tu lo sai, Dario, nonna vivrà sempre dentro di te e non c’è bisogno di esser credenti per crederci (scusa il gioco di parole). Si deve crederlo perché noi siamo creta: veniamo modellati ogni giorno, a ogni respiro, dai luoghi, dalle persone, dalle esperienze che incontriamo lungo il nostro cammino.
     
    E a darci l’impronta più profonda è chi ci ama (che bella la certezza di essere amati!) e chi ci odia (speriamo di no, ma capita!) di più, comunque persone che non si fanno dimenticare. Tua nonna t’ha dato immagini, suoni, profumi che fanno parte di te, sono impressi in ogni cellula del tuo corpo.
     
    Custodisci con amore e orgoglio questa eredità e rendi fiera tua nonna dell’amore che ti ha donato.
     
    Un abbraccio.

  6. Steve ha detto:

    Mi spiace tanto, ho letto solo ora… Non sapevo… L’ho conosciuta anche io la tua amata nonna, quando eravamo così piccoli che a queste cose nemmeno ci pensavamo… Ci sono passato anch’io, so che è dura, ma cerco sempre di renderla orgogliosa di me in tutto quello che faccio. Cosi non mancherà ai traguardi importanti della mia vita, perchè ne farà parte.

  7. Elena ha detto:

    Leggo ora.
    Comprendo bene.
    Mi dispiaccio molto, per te.
    Ma capisco che quello che lei ti ha lasciato è immenso.
    Ed è per quell’immenso che, piano piano, imparerai a sorridere al suo ricordo.
     
    Un abbraccio 🙂

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