Riflessioni di mezza estate – ovvero Storie di rosse vite ballerine

Cerco di recuperare il filo sospeso dei discorsi vuoti dipanati fra queste pagine, ultimamente.
Riaffiora, come succede ciclicamente, il dubbio sull’utilità di un blog come questo, che non ha un obiettivo, né una linea, né una tematica, né un autore, né una tesi.
Che sia diventato una bacheca di annunci?
Mentre ci penso riassumo quest’anno musiaccademico in qualche pensiero, roba tipo che ho 25 anni e mi mancano qualche esame e una tesi in qualche materia assurda, come etnomusicologia applicata al cinema, alla politica e al  liscio, per completare il mio ciclo di studi. Intanto mi intrufolo in qualche archivio polveroso, alla vana ricerca di vecchie foto di passate Feste de L’Unità. E’ solo per un esame di Storia contemporanea…ma forse è anche nostalgia di un ‘900 che non ho mai vissuto, gli anni della contestazione con l’impegno politico e culturale, o il boom economico e le sue contraddizioni, o l’ingenuità maliziosa e tragicomica dei nostri anni ’50, un’Italia in bilico tra modernità e arcaismo, o ancora più indietro l’immediato dopoguerra, in cui tutto era ancora da decidere…Quante cose si possono capire da poche immagini, foto scattate senza intenzione, o film senza pretese che invece sono in grado di raccontarci un mondo, se le sappiamo intervistare. Forse non sarà La Storia (se esiste…), ma tante storie, e soprattutto volti, persone, speranze, sogni, vite.
Festival nazionale de l'Unità - Roma 26-09-1948 Come le immagini anche la musica, i suoni, ci dicono tanto. Tracce purtroppo effimere…Mi capita tra le mani il programma della Festa de L’Unità Nazionale di Torino del 1981, e leggo i nomi di chi ci ha suonato. De Andrè, Guccini, Dalla, Graziani, Battiato, Bertoli, Musicanova, Arti e Mestieri e ovviamente orchestre da ballo. Onnipresente alle feste del PC, in contraddizione con i contenuti spesso conservatori veicolati dai testi, il Liscio ha stretto un sodalizio indissolubile e pluridecennale con le sezioni del Partito. Ancora oggi la quasi totalità delle serate musicali è dedicata al ballo. Forse è nel DNA del concetto stesso di Festa, o forse è la forza della musica popolare che è in grado di conferire orgoglio culturale ai ceti subalterni. Vorrei capirlo meglio.
Mi viene allora in mente che ho dato la mia disponibilità a fare una cosa che ho sempre voluto fare, ma che non ho mai avuto il coraggio di provare, per la mole d’impegno che assorbe…suonare in un orchestra di liscio vera. Si tratterà di sostituire un fisarmonicista per una paio di settimane… imbraccerò la fisa tutte le sere, la seconda metà di agosto, girando il Nord Italia in pullman. Forse sarà divertente. Sicuramente faticoso.
Con la musica quest’anno è andata abbastanza bene. Ho lavoricchiato…soldi pochi, soddisfazioni alcune, ancora non basta, ma sono contento. La Dario De Seppo Acoustic Band ha già compiuto il suo primo anno di vita, proprio il giorno del debutto del mio nuovo gruppo…esordio non eccezionale, ma con ampi margini di miglioramento, e buone potenzialità per il futuro.
Mentre aspetto di ricominciare, vado in vacanza. Lunedì metterò piede in Sardegna: dopo parecchi anni potrò respirare il profumo di una terra che ho amato, e lo farò in compagnia di colei che ha avuto un ruolo determinante in molti dei piccoli successi di questi periodi.

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