Habemus papam

Sono andato a vedere Habemus Papam di Nanni Moretti al cinema Eliseo di Torino. Lo dico subito: il film mi è piaciuto. La leggerezza ironico-chic morettiana si insinua in un ambiente inusuale per il regista romano, ovvero un infinito conclave che imprevedibilmente intrappola in Vaticano cardinali, guardie svizzere e uno psicoterapeuta non credente. Il motivo è che il neoeletto papa non è per nulla convinto del suo ruolo e rifiuta la pubblica uscita.

Il pretesto, su cui si sviluppa una trama semplice, ma dai risvolti a tratti molto divertenti, è un’eventualità che entra nel girotondo delle cose possibili se è vero che, come recita la sountrack del film – una canzone di Mercedes Sosa, todo cambia.

Già, il mondo cambia, e il problema può porsi anche nel vissuto interiore del vicario di Cristo: in questo caso un papa molto umano, che forse non a caso nelle fattezze fisiche somiglia un pò a Giovanni XXIII e un pò a Giovanni Paolo II. A dire il vero manca un risvolto sociale, che a un certo punto mi sarei anche aspettato, ma alla fine è giusto così. Si tratta di un malessere individuale, in cui simbolicamente (e paradossalmente) chiunque potrebbe riconoscersi.

Ci piacciono le situazioni paradossali che si creano attorno al personaggio interpretato da Moretti stesso, lo psicanalista chiamato a risolvere i problemi del Santo Padre. Forse il finale è un pò affrettato, ma ho gradito questa sorta di carnevale al contrario, dove l’istituzione più antica, rigida e conservatrice della nostra società è costretta a lasciar cadere la propria maschera, svelando un’umanità normalmente viziata, che la rende sicuramente più simpatica.

Peccato che da “Avvenire” si sia già lanciato l’appello di boicottaggio (con relativa apologia di critica preventiva). O meglio, era prevedibile. D’altronde sono anni che ci si aspetta dalla Chiesa o dai suoi organi qualche gesto, o qualche dichiarazione non prevedibile,  proprio come accade nel film, e puntualmente purtroppo non arriva.

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5 thoughts on “Habemus papam

  1. baffo ha detto:

    Un po’ di commenti che, ovviamente, mi trovano completamente d’accordo…

    «Satana è sempre esistito, esiste ed esisterà, pertanto non vi é da stupirsi se alcuni registi o attori danno vita a roba del genere. Io non l’ ho visto e neppure ci tengo a farlo, ma la sola idea che un bel tizio pensi che il Papa possa perdere la fede o essere in crisi, mi fa ridere. Costui ignora che il Papa é nominato per opera dello Spirito Santo e che questi non si sbaglia mai. Si tratta di un gratuito, volgare, rozzo attacco alla chiesa e al Vicario di Cristo in terra, non se ne può più. Nelle scritture si legge che il demonio, antico e storico avversario di Cristo è presente e avverserà Dio, sempre servendosi di ogni espediente. Ecco, Moretti é un mezzo al servizio di Satana per allontanare l’uomo da Dio»,
    Monsignor Antonio Vacca, vescovo emerito di Alghero

    «Quando si ha da fare con mezze tacche come Moretti, il solo campo nel quale queste possono avere fortuna è la offesa alla chiesa e al papa. Nanni Moretti è il solito, fa parte della banda, dei viola, dei girotondini abili a lanciare veleno contro la Chiesa».
    Monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto

    «Prendere in giro il Papa é una vigliaccheria, ma la chiesa da sempre é abituata alle persecuzioni e non sarà certo Moretti a sconfiggerla. In nome del denaro si commettono tante ingiustizie e queto film appartiene al novero. Tanti hanno scoperto che solo la chiesa fa cassetta ed anche un pazzo o un cretino, se parla male della chiesa, riesce ad ottenere vendite e consensi»
    Monsignor Arduino Bertoldo, vescovo emerito di Foligno

    «Siamo al delirio, pretendere di analizzare il papa alla luce delle visioni psicoanalitiche. Il periodo in cui questo film esce è molto sospetto e viene da domandarsi se non ci sia una coincidenza vera. Inoltre a breve ci sarà anche la beatificazione di Giovanni Paolo II, non lo dimentichiamo. Potevano scegliere un periodo migliore per la uscita del film, non alla vigilia della settimana santa, sa di provocazione. Ma oggi davanti alla legge del denaro e al profitto, ispirata dal demonio, non si guarda in faccia a niente»
    Monsignor Gerardo Pierro, arcivescovo emerito di Salerno.

  2. Babyjan ha detto:

    Tutti questi commenti mi fanno venir voglia di…andarlo a vedere! 😛

  3. dario de seppo ha detto:

    Baby vai a vederlo, ma quelli sono commenti di gente che il film naturalmente non l’ha visto. Secondo me la religione, con la storia raccontata da Moretti, ha poco a che fare…anzi non c’entra quasi niente. Tra l’altro il papa è un bel personaggio positivo, non viene affatto sbeffeggiato.

  4. Federico ha detto:

    Se non sbaglio le critiche da parte di Avvenire sono state fatte dopo averlo visto. Il consiglio che si da ai lettori è di manifestare il proprio dissenso non andandolo a vedere. Il che mi sembra ragionevole. Personalmente non trovo sensato pensare che un Pontefice abbia bisogno di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. A me le critiche non sembrano offensive.

    Io seguirò il consiglio e non lo andrò a vedere, ma spero che a voi piaccia 🙂

    • dario de seppo ha detto:

      Mah, per carità, tutte le opinioni sono lecite. E mi rendo conto che la materia sia delicata. Però…il giornalista vaticasta su Avvenire (per essere precisi, non un giornalista di Avvenire) dice proprio: “Non mi sembra che regga il solito argomento che dobbiamo conoscere per giudicare: non è che debbo saltare giù dal sesto piano per capire che potrei farmi male”. Paragone un pò ardito. Ma comunque, dissenso per cosa? Non è sensato pensare che un Pontefice abbia bisogno di rivolgersi ad psicanalista, verissimo, e per fortuna il cinema ci regala un sacco di storie insensate…per quelle possibili c’è già la vita.

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