E bene venga maggio…

La primavera è iniziata da un bel pò, anche se non si direbbe. Infatti non ho ancora preso un gelato cioccolato e limone, e questo significa che alcune cose stanno cambiando.

Si potrebbe quasi dire che inizio ad assaporare il gusto di qualche soddisfazione. No, la musica non c’entra, quella rimarrà il sogno che è, ma qualcosa si sta muovendo.

Ieri mattina ho firmato un contratto con l’Università di Torino, per un progetto molto interessante – lavoro a tempo determinatissimo, sia chiaro – che riguarda… boh, difficile da spiegare (e da capire), ma c’entrano la produzione audiovisiva, la semiotica, lo strutturalismo, il web semantico e un sacco di parole inglesi che mi toccherà imparare. Finalmente, dirà qualcuno.

Intanto lunedì 14 maggio presenteranno al salone del libro di Torino la prima pubblicazione a cui ho ufficialmente dato il mio piccolo contributo come autore di saggi. Si tratta di Le fonti musicali in Piemonte III – Asti e provincia, edito da LIM, terzo volume di una collana di cataloghi di fondi musicali piemontesi. I miei articoli riguardano i fondi che ho censito nell’astigiano, in particolare la collezione di strumenti musicali del Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco e gli archivi di alcune bande – ovvio -: quelle di Agliano Terme, Castiglione d’Asti, Tigliole e Portacomaro. Ancora l’amato Monferrato che mi ha fatto conoscere ottime persone, qualche personaggio indimenticabile, e intensi barbera.

Infine dovrebbe essere ufficiale che entro fine anno uscirà anche un altro mio saggio, pubblicato su un libro presumibilmente fighissimo, in tre volumi, che raccoglierà saggi dei più importanti etnocoreologi italiani (e io sarei fra questi?) sulla danza popolare in Italia. Ovviamente io ho scritto di ballo liscio, ballo a palchetto. Forse il saggio sarà corredato da un video che ho montato per l’occasione, una chicca che vi posto qua sotto.

La mitica banda di Caprie ha pensato di provare a ricostruire il vecchio modo di suonare e ballare della prima metà del Novecento, con le suonate raggruppate in quatriglie – cioè in suite di 4 pezzi – e l’uso della corda per disciplinare l’affluenza di ballerini paganti. Ma maggiori informazioni su questo appassionante mondo le trovate nella descrizione del video su Youtube.

Si tratta ancora di un tentativo, ma confido che avrà seguito… il risultato è stato comunque molto interessante. Ve lo giuro. Tra l’altro ho presentato io quella serata

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Viva il dottore (un anno dopo)

Estate, tempo di balli a palchetto.

Il primo luglio ricorre l’anniversario della mia laurea specialistica. Vorrei ricordare l’evento soprattutto per un motivo, e cioè il bel regalo che mi hanno fatto gli amici della Banda di Caprie e di Villar Focchiardo venendo a suonare alla discussione

Ebbene sì. Per chi non lo sapesse ho fatto delle ricerche in alcuni nuclei bandistici della Val di Susa, con l’intento di documentare quello che rimane della grande tradizione piemontese delle squadre da ballo (o quintèt, o musicant…), ovvero quegli organici bandistici ridotti che suonavano sui balli pubblici e nelle aie, improvvisando le parti di accompagnamento secondo regole condivise. Con piacevole sorpresa ho scoperto che questa tradizione musicale  si è qui solo riadattata e rinnovata. Insomma, ho trovato alcuni simpatici “anelli mancanti” tra la squadra da bal anni Trenta e il liscio moderno.

La sala lauree di Scienze della Formazione a Palazzo Nuovo è stata quindi invasa da una piccola delegazione di musicanti che con bossotuba, trombone, trombe e clarini hanno colorato la mia investitura… Potete ascoltarne l’esibizione qui: http://soundcloud.com/dariodeseppo/viva-il-dottore. Hanno avuto la bellissima idea di adattare un brano tradizionale delle feste di leva: il mio personale rito di passaggio non poteva essere sottolineato meglio!

Segnalo ancora, a proposito, due importanti appuntamenti che si svolgeranno domenica 10 luglio: al pomeriggio, a Riva presso Chieri, in occasione della recente riapertura del Museo del Paesaggio Sonoro, avrà luogo una “Gem Sescion” di musicanti da ballo, in cui si sperimenterà l’improvvisazione su temi prestabiliti di valzer, polche e mazurche – a guidare le danze saranno I musicanti di Riva presso Chieri; la stessa sera, a Caprie, in occasione della festa patronale e dei festeggiamenti per i 110 anni della banda, la squadra locale (I Feu e fiame) suonerà sul ballo (nel video potete vedere un sunto del 2009): quest’anno parte della serata sarà dedicata ad un primo tentativo di ricostruzione del vecchio ballo a quatriglie.

Le quatriglie rappresentano la tradizionale maniera di organizzare il ballo: 1 biglietto per una suite da 4 danze (liscio, brani brevissimi), al termine della quale i ballerini venivano letteralmente spinti fuori dal ballo a palchetto con una corda per far spazio ai nuovi. Un sistema a giri simile a quello delle giostre (e le strutture viaggianti piemontesi per il ballo, rotonde, le ricordano un pò). Ma se ne volete sapere di più potete fare due cose: leggere la mia noiosissima tesi Le bande e le squadre da ballo. I repertori tra  liscio e tradizione, o venire su a Caprie il 10… a presentare la serata sarà il sottoscritto!